Rilievi di Art sulle istanze di Grendi e Interporto Rivers
Il Garante informa le Adsp di Cagliari e Venezia delle difformità agli schemi previsti riscontrate nei Pef dei due terminalisti

I Pef (Piani economici e finanziari) acclusi dal gruppo Grendi e da Interporto Rivers Venezia a due istanze presentate rispettivamente per un’area a Cagliari e una a Marghera non sono conformi agli schemi previsti e andranno modificati
Mentre infuria lo scontro fra l’Autorità di regolazione dei trasporti e le Autorità di sistema portuale sul futuro delle concessioni portuali in Italia, il Garante, assolvendo ai compiti fin qui ad esso attribuiti, ha appena espresso il previsto parere sui Pef di due istanze concessorie sottopostigli dall’Autorità di sistema portuale del Mar di Sardegna e dall’Adsp del Mar Adriatico settentrionale.
La prima è relativa alla domanda del Gruppo Grendi di estendere di 63.277 mq la concessione di 90.101 mq e 185 metri lineari che il gruppo logistico-armatoriale genovese gestisce nel Porto canale di Cagliari fino al 2030. Diversi i rilievi sollevati dal Garante. Quanto alle previsioni di domanda, “non risultano inseriti i ricavi per le singole attività risultanti dal prodotto tra quantità movimentate e prezzi praticati”. Relativamente poi a programma investimenti e piano ammortamento, “alcuni interventi risultano apparentemente aggregati, e non chiaramente associati ciascuno ad un ID (ad esempio, due acquisti di Reach stacker riportati nella stessa riga, pur effettuati in annualità differenti”.
Diverse le critiche al piano ammortamenti, laddove “in generale le aliquote di ammortamento utilizzate per immobilizzazioni relative a infrastrutture e opere civili appaiono particolarmente alte, comportando di fatto per tali asset una vita utile di soli quattro o cinque anni, circostanza difficilmente compatibile con la tipologia di bene sotteso”. Gli ammortamenti risultano inoltre “non coerenti” con piano economico previsionale piano finanziario previsionale.
Plurimi rilievi anche sul piano patrimoniale previsionale, con particolare attenzione al fatto che “all’ultimo anno di concessione risultano ancora immobilizzazioni residue, solo parzialmente riconducibili all’incompleto ammortamento degli investimenti di cui al foglio III; si rileva che tale circostanza appare in contrasto con le disposizioni, nonché con la ratio, delle norme applicabili in materia di commisurazione della durata delle concessioni al piano degli investimenti, atte anche ad evitare il costituirsi di oneri di subentro in capo ai nuovi concessionari alla scadenza della concessione”.
Da rilevare come recentemente Art avesse sollevato rilievi anche sul Pef di un’istanza presentata all’Adsp sarda da Mito, altra società del gruppo Grendi attiva a Cagliari.
Interporto Rivers ha invece chiesto una concessione quadriennale a Marghera, ma l’Art ha “osservato preliminarmente che, a fronte di una durata prevista di 4 anni, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029, tutti gli schemi del Pef fornito risultano riportare un orizzonte temporale di 5 anni”. In questo caso, secondo Art, nelle previsioni di domanda “non è riportato il dettaglio relativo ai ricavi da servizi portuali”, mentre nel “programma degli investimenti, numerosi interventi appaiono completati nell’Anno 1, che tuttavia risulterebbe essere già trascorso, dovendosi supporre che coincida con il 2025”.
Quanto al piano di ammortamento, “la maggior parte degli ammortamenti risulta iniziare già nell’anno di realizzazione di ciascuno degli interventi, e non – come previsto dal format – dall’anno successivo al relativo completamento. All’ultimo anno della concessione non risulta completato il totale ammortamento degli investimenti previsti”.
Difformità anche negli schemi contabili del foglio IV, che, conclude il garante, deve essere “compilato secondo le previsioni e rispettando il format predisposto dall’Autorità, e che sia coerente con quanto riportato nei fogli II e III; inoltre, risulta necessario che il relativo periodo di ammortamento degli investimenti effettuati sia coerente con la durata della concessione interessata”.
Nessun commento dalle Adsp coinvolte né dai terminalisti.
A.M.
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