Connettività container in aumento in Italia nel secondo trimestre 2026
La Penisola torna al 17esimo posto per livello di integrazione, ma la dinamica mensile indica un raffreddamento

Nel secondo trimestre 2026 l’integrazione dei porti italiani nelle linee container globali risulta in aumento, sia rispetto a un anno prima, sia rispetto al trimestre precedente.
A mostrarlo è l’ultimo aggiornamento del Lsci (Liner Shipping Container Index) di Unctad, agenzia Onu per il commercio internazionale, elaborato con il contributo della società di analisi Mds Transmodal, che tiene conto di diversi fattori: il numero toccate navi programmate ogni settimana nel paese; la capacità annuale di movimentazione di carichi containerizzati (in Teu); il numero delle compagnie di navigazione e di servizi di linea regolari che lo raggiungono; la capacità di stiva (in Teu) della nave più grande impiegata in tali collegamenti; il numero di altri paesi con cui è collegato direttamente ovvero senza transhipment.
In particolare il valore rilevato per il secondo trimestre per l’Italia è di 290,0 punti, in crescita di 0,6 sui primi tre mesi del 2026 e di 2,3 rispetto a un anno prima. Un dato che consente alla Penisola di risalire al 17esimo posto al mondo per livello delle interconnessioni container, dopo avere ‘soggiornato’ per cinque trimestri consecutivi al 18esimo.
Dietro questa ripresa si nasconde però una dinamica meno brillante. Le rilevazioni mensili dell’Lsci mostrano infatti un graduale arretramento nel corso del trimestre: dai 291,36 punti di aprile ai 290,02 di maggio fino ai 288,62 di giugno. Un trend da tenere sotto controllo, anche in considerazione della evoluzione della situazione in Medio Oriente e in generale dell’economia globale che potrà dispiegarsi nei prossimi mesi.
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