A Psa Genova Pra’ gli iscritti Cgil, Cisl e Uil proclamano agitazione e blocco straordinari
Possibile proclamazione di un’assemblea generale per valutare il mantenimento della Rsu uscente fino a nuova elezione e solo per l’ordinario

Si compli a ultetiormente la crisi dei rapporti fra azienda e lavoratori in atto al terminal Psa Genova Pra’, scaturita dalla bocciatura da parte dei lavoratori della bozza di nuovo integrativo, elaborata da terminalista e Rsu (dimessasi ad esito del voto).
I tentativi di Psa e della locale Autorità di sistema portuale di ovviare alla contingenza più urgente – l’esigenza di flessibilità: in mancanza di disponibilità a straordinari aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal contratto vigente l’azienda ha ventilato la perdita di 75-100mila Teu di traffici durante l’estate – non hanno fatto che inasprire il clima, con Usb (non facente parte della Rsu uscente, anche se sulla sua esclusione alle ultime elezioni non erano mancate polemiche e mal di pancia) che ha proclamato 80 ore di sciopero in 10 giorni a partire da mercoledì prossimo.
Nel frattempo le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, rigettate aspramente le proposte aziendali, hanno convocato un’assemblea degli iscritti. A esito della quale, in una nota indirizzata all’azienda hanno ribadito che “non sarà avviata alcuna trattativa con l’azienda senza un preventivo e preciso mandato conferito dai lavoratori”, hanno proclamato “lo stato di agitazione, e il blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario a partire da domani.
Secondo le voci dei lavoratori raccolte da SHIPPING ITALY, gli iscritti avrebbero inoltre individuato l’origine delle sempre più tese relazioni sindacali e le problematiche di organizzazione del lavoro nella fusione fra Psa Pra’ e Psa Sech (il terminal container che il terminalista singaporiano gestisce nel porto storico di Sampierdarena). E avrebbero deciso di convocare, probabilmente, per venerdì 10 luglio un’assemblea generale , per sottoporle l’ipotesi di mantenere in vita la Rsu uscente, per la sola ordinaria amministrazione, fino all’elezione di quella nuova, con l’idea di avviare le procedure in tal senso una volta concluso il periodo delle ferie estive. Il che rimanderebbe la trattativa sul nuovo integrativo a fine del 2026, inizio del 2027.
Possibili evoluzioni potrebbero emergere nelle prossime ore in occasione dell’incontro programmato dall’Adsp con le segreterie del sindacato confederale e l’azienda: lo scopo era ufficialmente quello di fare il punto post assemblea, ma non è escluso che ente e Psa tentino un immediato raffreddamento.
L’Adsp, che sulla vertenza non rilascia commenti, finora non ha convocato Usb per scongiurare lo sciopero annunciato.
A.M.
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