Tensione sempre più alta fra Psa Genova Pra’ e i sindacati
Filt, Fit e Uiltrasporti valutano l’accusa di condotta antisindacale per la proposta dell’azienda ai lavoratori di trattare individualmente sui turni, bypassando la bocciatura referendaria del nuovo integrativo

La temperatura sulle banchine di Psa Genova Pra’, il maggior terminal container gateway di Genova e d’Italia, è sempre più rovente, ma il caldo estivo non c’entra nulla.
Dopo la netta bocciatura da parte dei lavoratori della bozza del nuovo integrativo – con conseguente dimissione della Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) che l’aveva redatta con l’azienda – e il tentativo di Psa di arrivare a un accordo con le segreterie locali dei sindacati firmatari del Ccnl (Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti), altrettanto nettamente rigettato dai destinatari, oggi il terminalista ha tentato un’ulteriore giocata.
Un comunicato indirizzato ai lavoratori operativi, premesso che “la necessità di garantire una copertura adeguata dei turni operativi in linea con gli impegni contrattuali con i nostri clienti mette in condizione Psa Gp di richiedere al personale operativo prestazioni straordinarie come previsto dall’art 8 del Ccnl lavoratori dei porti”, li ha invitati a colloqui individuali e retribuiti “per informare sulla situazione della operatività durante il periodo delle ferie estive e per illustrare le soluzioni che Psa Gp intende adottare per garantire la capacità operativa adeguata”.
Durissima la reazione di Filt, Fit e Uiltrasporti, che, riservandosi la valutazione circa l’eventuale configurazione di un’azione antisindacale ai sensi dello Statuto dei lavoratori, in una nota ha definito l’iniziativa come un “gravissimo e provocatorio abominio aziendale”, fatto di “una velata minaccia e una mancetta”.
“Vogliono comprarsi il consenso individuale per far passare dalla finestra quello che i dipendenti hanno fatto uscire dalla porta con un voto democratico. Tentano di scaricare sulla vita privata e sui turni delle lavoratrici e dei lavoratori i problemi di organico che l’azienda non è in grado di gestire” hanno attaccato i segretari provinciali delle tre sigle, spiegando come “nessuno deve accettare forzature o e tantomeno sentirsi obbligato né minacciato. L’azienda ha fretta perché ha paura dell’estate. Noi abbiamo il dovere di tutelare i diritti e la dignità di tutti i dipendenti Psa Gp che il comunicato aziendale lede. Il vero confronto, quello in cui non ci sono direttori in cattedra, ma i lavoratori che decidono del proprio futuro, lo faremo il 2 luglio in assemblea unitaria”.
Proprio ieri, hanno infatti ricordato Filt, Fit e Uiltrasporti, si era giunti alla convocazione di un’assemblea per tirare le fila dopo l’accaduto delle ultime settimane: “L’obiettivo è chiaro: fermarci, ascoltare la base degli iscritti, per poi convocare un’assemblea generale e decidere insieme come ripartire dopo il referendum che ha bocciato l’accordo con le conseguenti dimissioni della Rsu. Ma oggi, a poco più di 24 ore di distanza, l’azienda risponde con un colpo di teatro”.
Inaccettabile per il sindacato confederale, per cui “una decisa quanto forte risposta a tale comportamento aziendale porterà alle forme di lotta più opportune condivise con i lavoratori e le lavoratrici”.
A.M.
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