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Economia

Preoccupazioni e opportunità per il 2020 espresse dai direttori della logistica

I dirigenti aziendali che si occupano di logistica merci prevedono una recessione per il 2020 e mostrano preoccupazione per la pressione al ribasso sui volumi del commercio globale, le incerte prospettive di crescita e i continui attriti tra Stati Uniti e Cina. Il quadro emerge dal 64% dei professionisti intervistati per l’Agility Emerging Markets Logistics […]

di Nicola Capuzzo
10 Febbraio 2020
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Northern Monument portacontainer ad APM Terminals Vado Ligure

I dirigenti aziendali che si occupano di logistica merci prevedono una recessione per il 2020 e mostrano preoccupazione per la pressione al ribasso sui volumi del commercio globale, le incerte prospettive di crescita e i continui attriti tra Stati Uniti e Cina. Il quadro emerge dal 64% dei professionisti intervistati per l’Agility Emerging Markets Logistics Index 2020 dal quale si apprende che solo il 12% dei 780 professionisti intervistati ritiene invece la recessione improbabile.

Allo stesso tempo la maggior parte dei dirigenti della logistica afferma che le loro aziende supereranno qualsiasi turbolenza nelle relazioni commerciali tra le due maggiori economie del mondo. Il 70% di coloro che hanno attività e investimenti in Cina dicono che i loro programmi restano invariati, nonostante la battaglia commerciale del Dragone con gli Stati Uniti.

Se dovessero spostare la produzione o l’approvvigionamento dalla Cina, gli intervistati sceglierebbero il Vietnam e l’India quali alternative preferite. Il fattore che più probabilmente danneggerà la crescita dei mercati emergenti è l’aumento delle barriere commerciali.

Il sondaggio fa parte dell’Agility Emerging Markets Logistics Index 2020, la ricerca annuale che fotografa la situazione in ambito logistico e la classifica dei 50 principali mercati emergenti al mondo. L’Indice è un indicatore della competitività dei paesi in base ai loro punti di forza nella struttura logistica nazionale e internazionale e nei “business fundamentals”.

“I timori di una recessione non vanno presi alla leggera, soprattutto a causa dell’incertezza sull’impatto dell’epidemia di Coronavirus” afferma Essa Al-Saleh, amministratore delegato di Agility Global Logistics. “Un segnale positivo, tuttavia, è che gran parte delle economie nei mercati emergenti sono state in grado di superare una serie di problemi (disordini politici e sociali, problemi strutturali, persino sanzioni internazionali in alcuni casi) senza perdere molto terreno nell’ultimo anno”.

L’Indice classifica 50 paesi in base a fattori che li rendono interessanti per i fornitori di logistica, gli spedizionieri, le compagnie di navigazione, i vettori aerei e i distributori. Nel 2020, i primi 10 mercati emergenti sono: Cina, India, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Malesia, Arabia Saudita, Qatar, Messico, Tailandia e Turchia.

Cina, India e Indonesia sono al primo posto per la logistica nazionale; Cina, India e Messico sono al primo posto per la logistica internazionale; mentre Emirati Arabi Uniti, Malesia e Arabia Saudita hanno i migliori “business fundamentals”.

Indice 2020 e punti salienti del sondaggio 

  • Cina e India, in cima alla classifica del 2020 per le loro dimensioni e la loro forza come mercati logistici internazionali e nazionali, si trovano indietro rispetto a paesi minori nei “business fundamentals”, una categoria che classifica i paesi in base al contesto normativo, alle dinamiche del credito e del debito, all’applicazione dei contratti, alle misure di salvaguardia anticorruzione, alla stabilità dei prezzi e all’accesso al mercato. In questa categoria, la Cina è all’8° posto e l’India al 18° posto.
  • I gruppi più forti nei mercati emergenti si trovano nel Golfo Arabico e nel Sud-Est asiatico, grazie alle condizioni commerciali favorevoli e ai punti di forza principali – la ricchezza energetica del Golfo e la potenza produttiva del Sud-Est asiatico – che attirano l’attività logistica. Nel Golfo, gli Emirati Arabi Uniti (3), l’Arabia Saudita (6), il Qatar (7), l’Oman (14), il Bahrain (15) e il Kuwait (19) sono tra i mercati emergenti più favorevoli al business. Tra i Paesi ASEAN, sono forti l’Indonesia (4), la Malesia (5), la Tailandia (9) e il Vietnam (11).
  • Gli intervistati considerano l’India il mercato con il maggior potenziale rispetto alla Cina, la loro seconda scelta. Nella classifica delle migliori condizioni di lavoro, diversi paesi stanno facendo grandi passi avanti: l’Egitto sale di 10 posizioni a 17, l’Ucraina balza al 27° posto recuperando 10 posizioni, il Ghana si ritrova in 32° posizione (-13) e l’Iran scende in 38° posizione (-12).
  • Il quarantadue per cento degli intervistati afferma che un prolungato stallo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina potrebbe avvantaggiare i paesi del sud-est asiatico, che rappresentano un’alternativa produttiva e di approvvigionamento alla Cina. Inferiore comunque al 56% dello scorso anno, che affermava che il Sudest asiatico ne avrebbe tratto vantaggio.
  • L’Egitto, nonostante un breve periodo di disordini sociali nel 2019, ha fatto grandi progressi in tutte le categorie. Nell’indice generale, l’Egitto è salito di sei punti, raggiungendo il 20° posto, mentre ha scalato 10 posizioni nella categoria dei “business fundamentals” (17), di sei posti nell’indice delle opportunità nazionali (13) e di cinque posti nell’indice delle opportunità internazionali (23).
  • I tre fattori principali che impediscono alle piccole imprese di accedere al commercio globale sono la burocrazia (17%), l’instabilità di governi e/o frontiere (14%) e l’incapacità di competere con antagonisti maggiori (14%), dicono i professionisti della supply chain nell’indagine.
  • Nonostante la convinzione che una recessione sia probabile, i mercati emergenti sono comunque cresciuti del 3,7% nel 2019 e secondo le proiezioni del Fmi dovrebbero crescere del 4,4% nel 2020. Per quanto riguarda i fattori che stanno guidando la crescita dei mercati emergenti, il 23% indica la modernizzazione dei sistemi e dei processi doganali, il 18% cita l’aumento della diffusione di internet, il 16% segnala la modernizzazione dei software utilizzati dai fornitori di servizi logistici (Wms, Tms ecc.) e il 15% infine cita l’aumento dell’adozione e della modernizzazione dei sistemi di pagamento online.
  • I cinque principali hub dei mercati emergenti sono Shanghai, Nuova Delhi, San Paolo, Giacarta e Città del Messico. Le megalopoli – centri urbani con una popolazione di 10 milioni di abitanti o oltre – necessitano di un ampio supporto logistico per soddisfare le esigenze interne e quelle del commercio internazionale.
  • Lo sviluppo dell’e-commerce è la scelta migliore tra i servizi logistici che si prevede possa mantenere o migliorare la crescita, ben prima di altri servizi come la consegna nazionale e la consegna internazionale di colli espressi.
  • I paesi con il minor potenziale come mercati logistici nel 2020 sono, secondo l’indagine, Siria, Iran, Venezuela, Iraq e Libia.

Al seguente link è possibile scaricare il 2020 Agility Emerging Markets Logistics Index: www.agility.com/2020index

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