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La Cina chiude i porti ai Paesi contagiati (Italia inclusa)

Dopo aver potuto festeggiare ieri il primo giorno senza nuovi casi di Covid-19, la Cina si prepara ora a difendersi da un’ondata di ritorno del virus limitando l’accesso al proprio Paese. Pechino intende farlo con un preciso piano fatto di regole che limitano l’accesso degli stranieri al Paese e che, secondo quanto rivelato da Splash247, […]

di Nicola Capuzzo
19 Marzo 2020
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Porto container Asia

Dopo aver potuto festeggiare ieri il primo giorno senza nuovi casi di Covid-19, la Cina si prepara ora a difendersi da un’ondata di ritorno del virus limitando l’accesso al proprio Paese. Pechino intende farlo con un preciso piano fatto di regole che limitano l’accesso degli stranieri al Paese e che, secondo quanto rivelato da Splash247, potrà impattare in maniera non indifferente sui traffici marittimi. Anche da quelli con l’Italia.

La Cina ha infatti drasticamente rafforzato i controlli sulle navi da carico attive su rotte internazionali che fanno scalo nei propri porti e pare che diversi scali, tra cui i due principali di Ningbo-Zhoushan e Shanghai, abbiano introdotto una sorta di quarantena di 14 giorni per ogni nave o persona a bordo che arrivi dai paesi più colpiti dal coronavirus.

Nella lista figurano Regno Unito, Svizzera, Svezia, Belgio, Norvegia, Olanda, Danimarca, Austria, Corea del Sud, Giappone, Iran, Italia, Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti ma l’elenco si arricchirà mano a mano che la pandemia colpirà altre nazioni in giro per il mondo.

Va detto che, considerando il transit time di oltre 20 giorni necessario a raggiungere l’Estremo Oriente, questa misura avrà effetti limitati sulle navi provenienti dall’Europa o dagli Stati Uniti, ma questa misura potrebbe creare notevoli complicanze alle rotazioni dei servizi che prevedono scali ad esempio nelle vicine Corea del Sud e Giappone. Secondo gli esperti una possibile contromisura da parte dei vettori sarà quella di invertire le rotazioni anticipando le toccate in Cina facendo seguire poi dagli scali nei porti coreani e giapponesi.

Il primo paese ad aver introdotto misure di quarantena per le navi provenienti dall’estero è stata l’Australia lo scorso marzo con riferimento ai cargo provenienti dalla Cina. Ogni giorno nei porti del Dragone ci sono in media 500 navi con a bordo circa 7.000 membri di equipaggio.

Se la quarantena imposta dalla Cina non dovrebbe preoccupare particolarmente le navi provenienti dal nostro Paese più critico è invece l’orientamento di armatori e noleggiatori di navi cisterna che, secondo quanto rivelato da S&P Global Platts, stanno in ogni modo cercando di dirottare le navi lontano dai porti italiani per evitare che altri paesi terzi possano imporre misure di quarantena temendo possibili contagi del personale a bordo.

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Supply chains face another headache as China starts 14-day restrictions for ships and personnel coming from worst-hit coranavirus countries

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