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Gli spedizionieri veneti al Governo: “Lasciate attivi i magazzini delle aziende”

Domani, mercoledì 25 marzo, tutte le attività produttive non essenziali non incluse nell’elenco allegato all’ultimo Dpcm varato dal Governo dovranno essere sospese ma le merci a loro destinate saranno in viaggio per raggiungere gli stabilimenti. Negli ultimi giorni il tema è stato molto dibattuto fra gli addetti ai lavori della logistica merci ed è stato sollevato pubblicamente da alcune associazioni di categoria in occasione della video conferenza stampa indetta dall’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Settentrionale che governa gli scali di Venezia e Chioggia.

“Ci preoccupa cosa succederà dopo il 25 marzo quando le imprese produttrici di beni non essenziali dovranno sospendere l’attività. Le merci già in viaggio e destinate a queste imprese rimarrebbero ferme in banchina per l’impossibilità a consegnarle” ha rilevato Paolo Salvaro, presidente di Confetra NordEst. “Come associazione di categoria attendiamo una risposta da Roma sulla possibilità di portare almeno queste merci fino al magazzino delle aziende”.

Gli ha fatto eco Andrea Scarpa, presidente Assosped Venezia e vicepresidente nazionale Fedespedi, dicendo: “Come spedizionieri speriamo che anche dopo il 25 marzo il Governo conceda la possibilità di portare a termine le consegne delle merce già in viaggio. Riteniamo che i magazzini e le attività di logistica merci anche delle imprese non considerate essenziali, e quindi obbligate a sospendere il lavoro, dovrebbero rimanere attivi”.

Alessandro Becce, amministratore delegato del terminal Psa Vecon, si aspetta a partire dai prossimi giorni “un accumulo dei container nei piazzali che rischia di mettere in crisi anche il regolare flusso delle merci ritenute essenziali”. Per questo ha chiesto agli altri attori della catena logistica il massimo coordinamento possibile.

Gianni Satini, presidente in Veneto della Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai), ha sottolineato come la categoria degli autotrasportatori stia “vivendo momenti molto difficili ma nei prossimi giorni sarà un vero macello quando la merce che arriva dovrebbe andare in consegna alle aziende”. Pur affermando che il mese di marzo ha tenuto in termini di volumi di merci in porto, Satini si dice molto preoccupato dai risvolti finanziari del cosiddetto lock down dell’attività: “Riusciranno le aziende a pagare i fornitori? E i fornitori riusciranno a pagare i sub-fornitori? Mi preoccupano le norme dove poi mancano sempre i decreti attuativi. Quando lo stomaco avrà fame non potremo mica dirgli che mancano i decreti attuativi…”.

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