Il quotidiano on-line del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

“La Spezia ha contraddetto il suo ruolo di città portuale”



Contributo a cura di Giorgio Bucchioni * 

* Associazione Agenti Marittimi della Spezia

 

Una brutta giornata per il Porto della Spezia quella di ieri domenica 29 marzo 2020!

E’ stata infatti negata a una nave da crociera di bandiera italiana, la Costa Diadema, la possibilità di una sosta operativa in rada (neppure a banchina) per effettuare il rifornimento di carburante (bunker).

Dal comunicato stampa rilasciato dal Sindaco della Spezia pare evincersi che la decisione del respingimento sia stata sollecitata dal Sindaco stesso che aveva anche anticipato la firma di una propria ordinanza in tal senso e di cui mi sfugge il fondamento giuridico e potestativo su base ordinamentale.

Purtroppo questo Coronavirus oltre a dimostrare la fragilità della condizione umana, sta anche dimostrando  la fragilità del nostro impianto istituzionale che manifesta, tra i molti, almeno due fenomeni che mi paiono pericolosi: da un lato il diffondersi della paura delle istituzioni che, se comprensibile e persino legittima nelle persone è inaccettabile nelle istituzioni che sono tenute a operare sulla base di competenze, procedure e rispetto delle norme;  dall’altro il radicarsi di una conflittualità sostanziale e mediatica tra i vari livelli, alimentata spesso dalle diverse appartenenza partitiche che prevale sul merito dei problemi pur esistenti.

Governo nazionale contro Unione Europea e Regioni; Regioni contro Governo nazionale e Comuni; Comuni contro Regioni e Governo nazionale in un tentativo di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica alle carenze altrui.

In molti pensano che l’attuale pandemia farà ripensare non solo i rapporti sociali e interpersonali ma anche l’impianto istituzionale che sta manifestando i suoi limiti con evidente drammaticità.

Il respingimento della nave Costa Diadema, il cui armatore è uno dei principali operatori sul porto spezzino, contraddice il ruolo stesso di città portuale, di una città che si vanta di essere il porto di “Exodus”, di una città che ha appena ringraziato pubblicamente questo armatore per il supporto dato alla sanità cittadina e che fa parte di uno Stato, l’Italia, che sta ricevendo aiuti da Usa, Russia, Cina, Cuba, Albania, Germania per citare alcuni oggi alle cronache.

Ed evito di sottolineare come sia pericoloso e ipocrita chiedere alle imprese di impegnarsi con enormi risorse nel nostro porto se i comportamenti sono questi.

Una giornata da segnare “nigro lapillo”, nella speranza che le conseguenze non vanifichino il lavoro di tanti anni e di tante persone.

Oggi amarezza e un po’ di vergogna mitigate dal fatto che un altro porto italiano ha salvato almeno l’onore d’Italia.

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