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Costa Mediterranea verso Napoli. Salgono a 10 le navi da crociera in disarmo in Italia



Da ieri sera la nave da crociera Costa Mediterranea di Costa Crociere ha lasciato il tratto di mare nel canale di Sicilia dove da un paio di giorni era in attesa di istruzioni dopo il rifiuto della Regione Campania a farla attraccare al porto di Napoli. In realtà la nave (salvo sorprese ulteriori) in questo momento è diretta proprio verso lo scalo del capoluogo campano dove quindi pare destinata a rimanere almeno per alcuni giorni. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, pare abbia dato il suo ok a patto che sbarchino dalla nave solo passeggeri italiani perché a suo dire il porto di Napoli, essendo dentro la città, non si può permettere ulteriori focolai.

Oltre alla Costa Mediterranea è appena rientrata in Italia la nave Costa Fortuna, sempre di Costa Crociere, che ha ormeggiato al porto di Brindisi con a bordo solo membri d’equipaggio. Nello stesso scalo pugliese è attesa nei prossimi giorni anche la Costa Victoria che finora era rimasta ormeggiata a Civitavecchia.

Con questi ultimi arrivi sale a 10 il numero di navi da crociera temporaneamente in disarmo nei porti italiani dopo che la compagnia ha annunciato uno stop dell’attività almeno fino a fine aprile, anche se è probabile che il fermo venga esteso ulteriormente.

A Savona c’è Costa Luminosa, a Genova ci sono Msc Opera e Msc Splendida, a La Spezia Costa Pacifica, a Piombino Costa Diadema, a Civitavecchia sono ormeggiate Costa Victoria (destinata a trasferirsi a Brindisi) e Msc Grandiosa, a Napoli sta arrivando Costa Mediterranea mentre, in Adriatico, la nave di lusso Silver Moon si trova nel porto di Ancona e le Costa Fortuna a Brindisi.

Il gruppo Carnival Corporation, in un recente rapporto presentato ai mercati finanziari, ha rivelato che il warm lay up, vale a dire il disarmo ‘a caldo’ della nave che in pochi giorni dall’indicazione dell’armatore potrebbe essere pronta a rientrare in servizio, costa fra i due e i tre milioni di dollari ogni mese. Il cold lay up (disarmo ‘a freddo’) è invece più economico ma richiede poi più tempo per rimettere in servizio la nave. Per adesso le navi ferme in Italia sono in warm lay up.

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