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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

L’autotrasporto container inchioda: proclamato il fermo a Genova per 5 giorni a luglio

Le associazioni Confartigianato, Fai Conftrasporto e Fiap hanno annunciato il fermo generale dei servizi di trasporto per conto terzi dal 1 al 5 luglio prossimi. Nella nota inviata dalle tre sigle datoriali si legge: “Nonostante le difficoltà subite dopo i nefasti eventi del crollo del ponte Morandi, la chiusura di importanti nodi autostradali, l’autotrasporto non si è mai fermato ed ha continuato ad operare anche in presenza della pandemia del Covid-19. Costretto a viaggiare in condizioni impossibili, rischiando la propria vita e, nonostante ciò, oggi è costretto a doversi fermare per rivendicare il rispetto del proprio lavoro”.

Nel mirino ci sono “le continue richieste di sconti e dilazione sui tempi di pagamento”, che “non fanno i conti con la compressione dei ricavi, giunta al limite della sopravvivenza delle imprese. Il libero mercato, in primis deve salvaguardare la libera contrattazione nel rispetto del quadro normativo”. Nelle ultime settimane e in vista del tender pubblico lanciato da diverse compagnie di navigazione per il trasporto di container su gomma, la tensione fra utenza e vettori era già iniziata a salire. L’associazione di categoria delle agenzie marittime (Assagenti) aveva fatto sapere attraverso SHIPPING ITALY ai sindacati dei lavoratori dell’autotrasporto di non potersi sedere al tavolo per negoziare condizioni e tariffe dei servizi.

Le associazione dell’autotrasporto sostengono che “non si può prescindere dalla necessità di reintrodurre la regolamentazione dei costi minimi di sicurezza, unica modalità per salvaguardare la sicurezza sociale e della circolazione”.

Il fermo (per ora solo proclamato) di luglio è volto a ottenere “la reintroduzione e applicazione dei costi minimi della sicurezza procedendo con modifiche urgenti all’attuale quadro normativo (art. 83 bis) con pubblicazione sul portale del Mit; la salvaguardia dei termini di pagamento anche attraverso la non deducibilità delle fatture non liquidate dei servizi di trasporto entro 60 giorni; l’introduzione di procedure standard da parte degli organi di controllo, con corpi speciali o dedicati per debellare sul nascere, anche sulla semplice segnalazione di associazioni di categoria, tutte quelle pratiche di illegalità che favoriscono pratiche di dumping e concorrenza sleale troppo spesso incontrastate”.

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