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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Autoproduzione: i sindacati replicano agli armatori e chiedono regole e chiarezza uguali in tutti i porti

“Contrariamente a quanto asserito da Assarmatori, Confitarma e Federagenti, l’emendamento al DL Rilancio non vieta l’autoproduzione delle operazioni portuali da svolgere sulle navi, ma ribadisce la necessità di regole e criteri chiari per far cessare lo sfruttamento dei marittimi chiamati a operare, oltre che nella fase di navigazione, anche in quella di carico e scarico delle merci, che sono state oggetto di due scioperi nazionali. Una pratica che si è resa responsabile di molti infortuni, alcuni mortali”. Così si sono espressi in  una nota i segretari generali Stefano Malorgio di Filt Cgil, Salvatore Pellecchia di Fit Cisl e Claudio Tarlazzi di Uiltrasporti.

Gli stessi hanno poi aggiunto: “Queste regole si rendono necessarie anche per far cessare i problemi di regolazione del mercato, insorti per interpretazioni e applicazioni diverse della norma da parte delle Autorità di sistema portuale, generando significative differenze tra un porto e un altro”.

i sindacati dei lavoratori più nel dettaglio chiedono “che le autorizzazioni alle navi, che non rientrano nel numero massimo previsto dalla norma, vengano date non solo limitatamente al tempo necessario per il carico e scarico della nave sulla base dei previsti requisiti, ma che richiedano anche l’inserimento nella tabella di armamento del personale dedicato a questa specifica attività e che vi siano mezzi tecnologici adeguati”.

La conclusione di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti è questa: “Non siamo contro l’autoproduzione, ma siamo per le regole e la chiarezza uguali per tutti i porti, perché solo così il sistema portuale nazionale può svilupparsi in modo armonico ed efficace. Su questo non faremo un passo indietro”.

In risposta alle esternazioni dei sindacati è intervenuto Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal, dicendo: “Trattandosi di un tema di carattere generale e non strettamente legato all’emergenza Covid non è né utile né opportuno trattarlo attraverso un emendamento ma nella continuità di una corretta dialettica organizzativa orientata all’efficienza delle operazioni portuali (se così ne vogliamo definire l’accezione di dettaglio) e di una narrazione normativa che deve trovare applicazione compiuta e analoga in ogni porto. La regolamentazione dell’ autoproduzione delle operazioni portuali in Italia è chiara sia nella l.84/94, art.16, co.4, lett.d che nel DM 585/95. Irrigidimenti procedurali o stigmatizzazioni burocratiche non fanno bene né al lavoro né alla produttività”.