Il quotidiano online del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Le realtà portuali tra coronavirus e innovazione tecnologica

Contributo a cura di Domenico Letizia * 

* Giornalista, saggista, analista economico e geopolitico

 

L’emergenza coronavirus ha avuto un impatto importante sulla logistica portuale e le
prospettive di ripresa per il futuro girano attorno a concetti chiave: innovazione e
digitalizzazione. Affermare che un porto è crocevia delle catene di
approvvigionamento, che connette modalità di trasporto, energia ed industria blu è
pura realtà poichè un porto e il suo organo di gestione sono al servizio dell’economia
e della società territoriale, cittadina, regionale e nazionale del sistema portuale.
L’organizzazione di un Sistema portuale non può essere al servizio solo di un porto, ma
deve essere funzionale a tutti i porti del sistema per consentire di sviluppare l’intera
regione e per essere competitivi. Poiché i porti di un Sistema hanno un ruolo
diversificato, l’obiettivo di un Sistema portuale dovrebbe essere quello di “facilitatore”
di un processo trasportistico sostenibile al servizio degli utenti che coinvolgano
interessi molto più ampi. L’innovazione tecnologica è necessaria per incrementare tali
fattori. Le reti 5G, con velocità 1000 volte superiori a quelle 4G, sono un’innovazione
che promette ottimi risultati nel panorama lavorativo mondiale. La sperimentazione,
già avviata in numerose realtà portuali, ha permesso di monitorare attraverso la
creazione di un laboratorio per la tecnologia mobile di ultimissima generazione, come
rilanciare e velocizzare i servizi innovativi necessari al rilancio economico italiano,
grazie alla diffusione dell’Internet of Things. I principali progetti di questo ambito, sono
volti a migliorare il tracciamento delle merci in entrata e durante i procedimenti
doganali per garantire maggiore sicurezza, tracciabilità ed efficienza. Un contributo
reale per lo sviluppo della domanda dei servizi digitali innovativi. Gli Smart Port 4.0
esistevano già nel 2016, ma grazie alle nuove tecnologie, nate e diffuse in tempi brevi,
sono divenute parte della normalità della vita portuale in tutto il globo. Alcune
innovazioni sono riconducibili a una logica di sviluppo interno del settore in termini di
miglioramento del rendimento operativo attraverso il progresso della tecnologia.
Tendenze come le navi autonome fanno parte di fenomeni più ampi, per i quali lo
shipping e la portualità sono solo un esempio applicativo, anche se importante e con
proprie peculiarità.
Nei porti più avanzati la movimentazione dei container è ormai affidata a mezzi di
servizio senza pilota e i progetti per estendere questa automazione anche al retroporto,
anche remoto, sono entrati in una fase realizzativa. Sostanzialmente, una maggiore
produttività e lo sviluppo di nuovi modelli di business sono oggi possibili grazie a
soluzioni digitali. Il traffico marittimo mondiale è la principale infrastruttura che
sostiene gli scambi commerciali a livello planetario. I porti sono fondamentali per
l’economia globale, responsabili del trasferimento fino al 90% delle merci in tutto il
mondo. Il solo porto di Livorno, per esempio, occupa circa 10.000 persone coinvolte
nella logistica, permettendo il passaggio di 33 milioni di tonnellate di merci ogni anno
che vengono scaricate da circa 800.000 container, mentre circa 1.400 camion ogni
giorno entrano ed escono dal porto. Ridurre al massimo i costi, i tempi di attesa e la
sicurezza delle spedizioni diventa essenziale. Non solo in termini economici, ma
anche ambientali e, più in generale, di sostenibilità. Il problema è che i porti sono
delle strutture complesse all’interno delle quali si muovono diversi attori: navi, piloti,
le banchine, le gru, i camion e devono muoversi in rapporto tra loro in perfetta armonia,
permettere così di scaricare e ricaricare quantità crescenti di merci. Gestire tutte queste
potenziali connessioni è molto produttivo e importante per una realtà portuale e ciò è
possibile grazie a strumenti tecnologici avanzati come, per esempio, la tecnologia
dell’Internet delle cose. Una rete in cui camion, navi, gru, e persino gli stessi container
scambiano informazioni digitali tra loro attraverso dati e big data e muovendosi
all’interno di una rete gestita a livello centrale. L’innovazione tecnologica non è solo
funzionale allo sviluppo, ma energia che va nella direzione della sostenibilità,
economica e ambientale, facendo crescere le potenzialità e l’occupazione delle giovani
generazioni legate alla blue economy e alle opportunità di ricerca che vivono attorno
al mare.