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Gariglio rassicura i portuali: l’emendamento anti-autoproduzione rimane

Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY da fonti vicine al Partito Democratico e come comunicato dal deputato Davide Gariglio ai portuali, l’emendamento al decreto Rilancio finalizzato a limitare al massimo l’uso da parte degli armatori del ricorso all’autoproduzione in banchina procede il suo iter parlamentare nonostante le obiezioni espresse dalla Ragioneria generale dello Stato.

“Il nostro grande amico On. Davide Gariglio ci ha appena informato che la Commissione parlamentare Bilancio ha fatto alcune modifiche al testo del DL n.34/200.
Non è stata fatta alcuna correzione alla norma di cui all’art. 199 bis, pertanto la norma sulla regolamentazione dell’autoproduzione delle operazioni portuali è rimasta come votata venerdì dalla Commissione” ha commentato sui sociale network Gaudenzio Parenti, responsabile ufficio giuridico della Compagnia portuale di Civitavecchia. Che poi ha aggiunto: “Ora attendiamo che l’Aula della Camera dei deputati, domani, e poi, la prossima settimana il Senato votino la fiducia e approvino il testo finale del Ddl di conversione”.

Portuali e sindacati dei lavoratori tornano dunque a sperare in un epilogo positivo per loro di questo emendamento che di fatto impone alle compagnie di navigazione l’obbligo di utilizzare le compagnie portuali negli cali dove sono presenti per le attività di rizzaggio e derizzaggio dei carichi a bordo delle navi.

Questa mattina SHIPPING ITALY aveva rivelato che il Ministero dell’economia e delle finanze, attraverso la Ragioneria generale dello Stato e l’Ufficio legislativo del dicastero, avevano espresso parere contrario a questo emendamento evidenziandone alcune criticità. “La proposta sembra limitare la possibilità di ricorrere alla autoproduzione con possibili riflessi sulla concorrenza” si legge nella relazione della Ragioneria generale. Che poi esprime parere contrario ai contenuti dell’emendamento dicendo: “Nel rinviare anche al MIT e al Dipartimento per le politiche europee occorre acquisire conferma sulla compatibilità della disposizione con la normativa nazionale e comunitaria al fine di evitare il rischio di procedure di infrazione collegate alla non conformità della norma al principio di libera concorrenza e i conseguenti oneri”.

Nonostante ciò l’emendamento, secondo quanto reso noto dal proponente (lo stesso Gariglio appunto), è rimasto all’interno del testo finale del decreto Rilancio che nei prossimi giorni va verso le votazioni finale alla Camera e al Senato. Le associazioni degli armatori (Confitarme e Assarmatori, oltre a Federagenti), decise a non arrendersi su questa battaglia commerciale e operativa, passeranno al contrattacco partendo proprio dai rilievo sollevati dal Ministero dell’economia.