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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Le compagnie portuali replicano alle parole di Bucchioni contro l’on. Gariglio

Contributo a cura di Ancip *  

* Associaizone Nazionale Compagnie Imprese Portuali 

 

Abbiamo appena letto, letteralmente stupefatti, il comunicato del sig. (ci scusiamo ma non conosciamo il titolo e non vorremmo incorrere in spiacevoli gaffe), Giorgio Bucchioni presidente Associazione Agenti Marittimi La Spezia.
Parole scritte alla rinfusa che variano da tratti grotteschi ed esilaranti ad altri totalmente forieri di verità.
L’intervento in questione inizia con affermazioni di una gravità inaudita. Tentare di giustificare e minimizzare le immagini dei fatti avvenuti nel Porto di La Spezia è un qualcosa di indegno di un paese civile e democratico come il nostro. Un episodio che ha fatto il giro del mondo e fatto rabbrividire anche i nostri compagni e lavoratori di quella splendida città portuale che è La Spezia.

Consigliando innanzitutto di andarsi a leggere il primo articolo della Nostra meravigliosa Costituzione, ci preme sottolineare al sig. Bucchioni che i lavoratori portuali hanno un’altissima formazione sia in termini di sicurezza che di professionalità. Dovrebbe sapere, infatti, che nelle imprese portuali art. 16, 17 e 18 la voce “formazione” incide notevolmente sul bilancio delle stesse e non potrebbe essere altrimenti, viste le difficoltà e le pericolosità nello svolgimento delle operazioni e dei servizi portuali. Una formazione continua, specializzata e avanzata che non hanno, perché a loro altro è richiesto, i nostri fratelli e
compagni marittimi, così come i nostri portuali non hanno specifica formazione per le operazioni da effettuarsi durante la navigazione dei vettori marittimi. Per il semplice principio che da sempre sosteniamo che i marittimi fanno i marittimi e i portuali fanno i portuali.

Per noi non esistono lavoratori di serie A e serie B e la nostra Associazione combatte tutti i giorni contro ogni forma di messa in discussione di tale concetto. Per noi esiste il lavoro declinato nelle sue varie forme e nessuno mai come la nostra Associazione si batte e si è battuta per la salvaguardia della dignità, anche economica, di ogni lavoratrice e di ogni lavoratore, pertanto rispediamo al mittente queste amenità.

Inoltre, vorremmo ricordare che lo sciopero unitario delle organizzazioni sindacali del 24 luglio p.v. vede uniti, fianco a fianco, i marittimi e i portuali. Quindi le contrapposizioni tra queste categorie rimangono solo nella mente del Bucchioni.

Alla luce di quanto fin qui esposto, dovrebbe essere semplice comprendere come l’emendamento a firma dell’On. Davide Gariglio, che regolarizza l’istituto dell’autoproduzione delle operazioni portuali è un intervento in favore del lavoro, dei lavoratori e della sicurezza, sia dei marittimi che dei portuali. Chi vede altro è in mala fede.

Per quanto riguarda, invece, la nostra amicizia con l’Onorevole in questione per noi è soltanto un grande motivo di orgoglio. Un’amicizia e una stima nata dal comune senso di rispetto delle Istituzioni, della dignità del lavoro, della salvaguardia della vita umana e, non per ultimo, dalla difesa dell’interesse generale della portualità nazionale. In lui abbiamo trovato un uomo retto capace di ascoltare le esigenze di migliaia di donne e uomini e soprattutto di resistere alle forti pressioni che volevano, e vogliono tutt’ora, impedire l’approvazione del proprio emendamento. Ecco da dove deriva il nostro entusiasmo.

Inoltre, al signor Bucchioni, vogliamo confidare che, oltre all’On. Gariglio, ci vantiamo di essere amici anche degli Onorevoli Mancini, Pagani, Romano, dei loro colleghi di maggioranza e anche di opposizione che, con alto senso dello Stato, hanno approvato l’emendamento in commissione, e di tanti rappresentanti istituzionali e politici nazionali, regionali e locali che lottano insieme a noi nell’interesse generale della portualità nazionale.

Continuando a scorrere il comunicato del Bucchioni, verso la fine dello stesso, si possono trovare affermazioni letteralmente da epic fail. Ci spieghiamo: Scilipoti menzionato da Bucchioni non è l’Onorevole, ma il Vice Presidente della Compagnia Portuale Civitavecchia nonché vice Presidente di ANCIP che, insieme ai propri compagni, si batte quotidianamente per la difesa di questi. Così come Grilli non è chi pensa che sia il presidente dell’Associazione Agenti Marittimi La Spezia. Luca, appunto Grilli, non è un deputato della Repubblica ma è il Presidente di ANCIP e Presidente della gloriosa Compagnia Portuale di Ravenna. E quando viene definito “amico, compagno e fratello” lo si fa con la contezza,
con l’orgoglio e con il senso di appartenenza che noi portuali da sempre abbiamo e che ci contraddistingue.

Con altrettanto orgoglio possiamo dirlo anche degli altri rappresentanti di ANCIP e Presidenti di Compagnie Portuali, Castiglione, Divari, Donnicola, Luciani, Raugei, Prencipe, Tirreno, Mellina, Naccari, Gaetano, Stara, Brugattu, Gianni e tutti gli altri che lavorano ogni
giorno per il lavoro e che si trovano alla vigilia dal raggiungimento di un traguardo di civiltà.

Infine, per concludere, vorremmo insegnare alcune nozioni giuridiche su ciò che Bucchioni chiama, in maniera dispregiativa, “Interessi corporativi”. Il servizio fornito dalle imprese autorizzate ai sensi dell’art. 17 comma 2 della l. n. 84/94, le Compagnie Portuali per intenderci, non rappresentano un “interesse corporativo”, ma un monopolio legale istituito in conformità al diritto dell’Unione europea. La conformità al diritto sovranazionale scaturisce dall’aggiudicazione del bando di gara europea per il servizio di prestazione di manodopera portuale, ai sensi del richiamato art. 17, comma 2. Il monopolio legale, così creato, esclude quindi non solo la concorrenza sul mercato, ma anche la concorrenza
per il mercato. A differenza infatti delle imprese artt. 16 e 18 l.n.84/94, che appunto hanno facoltà di fare impresa, agli art 17 è tassativamente preclusa tale attività e, inter alia, l’aderenza al principio di concorrenza della UE è rispettato appunto ‘a monte’ con il bando di gara.

Il Pool di manodopera ex art. 17 l. n. 84/94 (declinati in Cooperative e
Imprese) rappresenta quindi la spina dorsale del porto e l’elemento imprescindibile di raccordo nella catena intermodale della logistica, poiché grazie alla propria alta specializzazione e formazione permette al sistema portuale di offrire dei servizi ottimali in termini di sicurezza e massima efficienza. Un’importanza strategica per tutto il “Sistema Paese” resa ancor più evidente dall’attuale situazione di emergenza ingenerata dalla diffusione del virus SARS-COV-2, laddove le Compagnie Portuali sono riuscite, grazie alla propria flessibilità, a mantenere l’efficienza e l’operatività dell’intero sistema portuale
nazionale. Gli art. 17 L.n. 84/94 sono quindi l’elemento garante e il modello operativo
imprescindibile per mantenere l’equilibrio socio-economico di un porto e per tali ragioni deve essere tutelato.