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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Uiltrasporti contro il progetto di Grendi per il terminal container di Cagliari

La Uiltrasporti Sardegna esprime grande preoccupazione per il futuro occupazionale dei 200 lavoratori dell’ex terminal Cict, la cui cassa integrazione termina il prossimo 2 settembre e pare destinata a non essere rinnovata. Il sindacato in una nota scrive: “Abbiamo appreso che Contship Italia e Cict hanno dato parere negativo alla proroga degli ammortizzatori sociali, possibile grazie a uno specifico comma (terzo dell’art. 60) del Decreto Agosto, i cui costi sarebbero totalmente assorbiti dalle istituzioni. La proroga è stata un risultato ottenuto con fatica e determinazione, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e le loro famiglie. Ma evidentemente ancora oggi, sul porto di Cagliari, prevalgono interessi di bottega a discapito del bene pubblico”. Uiltrasporti dice di faticare a “comprendere le motivazioni del no, se non con la convinzione che anche questo passaggio risponda alla precisa volontà di affondare l’economia della Sardegna, in favore di interessi di parte e di opachi centri di potere. Con questa azione rischia di essere cancellata la professionalità, seconda a nessuno nel Mediterraneo, della forza lavoro nata ormai oltre vent’anni fa con soldi pubblici regionali, e della realtà portuale di transhipment di Cagliari (seconda in Italia dopo Gioia Tauro), messa fuori mercato da precise e scellerate scelte industriali del soggetto uscente”.

A proposito dell’istanza di concessione presentata da Grendi per una porzione della banchina e della minaccia di ricorso al Tar in caso di rinnovo o proroga della gara internazionale bandita dalla port authority, così si esprime la Uiltrasporti: “Ci diciamo ancora una volta contrari alla divisione della banchina, che ben pochi benefici porterebbe relativamente a crescita occupazionale ed economica. Chiunque, a qualsiasi livello istituzionale, dovesse avvallare soluzioni di quel tipo, sarebbe responsabile del dramma economico, occupazionale e sociale che scaturirebbe. Ribadiamo la contrarietà a ipotizzare scenari differenti rispetto a un rilancio con un operatore internazionale. Non comprendiamo la fretta di sistemare “purchè sia” la questione del Porto Canale”.

Il sindacato dei lavoratori porta l’esempio di Taranto, “che in questi mesi riparte con un grande player internazionale quale Yilport (azionista al 25% in Cma Cgm). La pazienza e la determinazione hanno portato a questo risultato, non di certo le azioni frettolose che intravvediamo a Cagliari. A meno che il tentativo non sia quello di un falso rilancio. In favore di chi?”.

Segue poi un attacco diretto a Grendi e alle parole dell’a.d. Antonio Musso a SHIPPING ITALY: ci paiono indebite e fuori luogo, le dichiarazioni di alcuni soggetti imprenditoriali apparse nelle ultime ore, in cui si minacciano ricorsi al Tar si tenta di tirare per la giacchetta qualche istituzione. Ci riferiamo al Gruppo Grendi, storica realtà radicata sul territorio, che crea occupazione, ma che non ha volumi e numeri per assorbire i 200 lavoratori di Cict: non accettiamo le ipotesi di iniziative che lascino a casa il 90% dei lavoratori. Vogliamo inoltre ricordare che la stessa società ha fatto richiesta di ricorso alla Cig per contrazione di traffici sulla quale si attende l’avvio dell’iter di esame congiunto. Invitiamo Grendi a partecipare alla call indetta dalla AdSP e a presentare una offerta e un piano industriale, se ambisce a controllare e sviluppare il terminal container di Cagliari con il ruolo da protagonista che merita, impegnandosi ad assumere l’intera forza lavoro di Cict. Nessuno può pensare di dimenticarsi di 200 famiglie”.

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