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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Marterneri apre lo scontro legale sulla nuova spartizione delle aree nel porto di Monfalcone

Ancora non si è arrivata all’assegnazione definitiva ma è bastata la proposta di ripartizione delle aree del porto di Monfalcone elaborata dal segretario generale dell’AdSP del Mar Adriatico Orientale, Mario Sommariva, per innescare il primo (che potrebbe a questo punto non essere l’unico) ricorso legale da parte di uno dei prossimi terminalisti dello scalo: il Gruppo Marterneri.

Secondo quanto rivelato dall’edizione locale de Il Piccolo, l’azienda prossima all’acquisizione da parte di F2i Holding Portuale ha presentato ricorso al Tar del Friuli contro la riorganizzazione delle banchine proposta dalla port authority e che vede coinvolte anche F.lli Midolini, Cetal (Gruppo Grimaldi) e Compagnia Portuale Monfalcone (To Delta).

Merterneri si oppone perché si ritiene danneggiata operativamente dalla perdita di due magazzini che verrebbero trasferiti a Compagnia Portuale (seppure ne manterrebbe quattro più altre sette tettoie). In particolare nel ricorso viene rimproverato di non tenuto in debita considerazione la sua istanza di concessione recentemente integrata nella quale viene chiesto un affidamento degli spazi fino al 31 dicembre 2031.

Marterneri, che movimenta a Monfalcone (come a Livorno) soprattutto cellulosa, non accetta la nuova suddivisone che comporterebbe Lo “smembramento” del terminal che la società gestiva finora come impresa portuale. Nella riorganizzazione messa sul tavolo dalla port authority sarebbe inoltre stato inserito un termine per esprimere preferenze sui vari lotti disponibili “a condizione che Marterneri faccia incondizionatamente rinuncia a titoli di disponibilità pluriennali in corso”. L’azienda guidata dall’a.d. Carlo Merli non gradisce poi che la riorganizzazione la porrebbe in uno spazio più distante dalle banchine e nel ricorso al Tar spiega che “l’accettazione della riorganizzazione degli spazi “comporterebbe la privazione di una quota rilevante degli spazi coperti senza previa comparazione dei progetti industriali e dei piani d’investimento delle imprese che hanno avanzato istanze concorrenti”.

Infine la ricorrente pone l’accento sul fatto che sarà in grado di rispettare il piano d’impresa proposto (comprensivo di 20 nuove assunzioni, disponibilità ad assorbire lavoratori in esubero da altre aziende e l’impiego del personale dell’impresa portuale Alto Adriatico per circa 2.300 turni lavorativi annui “solo se sarà consentito a Marterneri di attuare il proprio piano d’impresa nel terminale nel quale attualmente opera”.

Lo scontro per la convivenza nel porto di Monfalcone è appena iniziato.

Oggi intanto alla Torre del Lloyd è stato notificato il decreto con cui il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli conferma Zeno D’Agostino presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per la durata di un altro quadriennio a decorrere dal 15 dicembre.

“Ringrazio il ministro De Micheli per la fiducia accordata, il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga per il supporto e l’intesa con il Mit e tutti coloro che hanno creduto nei risultati portati avanti dalla nostra comunità portuale e dai lavoratori in questo mio primo mandato. Ci aspettano altri quattro anni di lavoro intenso per consolidare i risultati ottenuti. In sinergia con tutti gli Enti del territorio abbiamo creato un importante sistema portuale e logistico dal respiro internazionale di cui i porti di Trieste e Monfalcone sono il motore e la rete ferroviaria e intermodale, linfa vitale. La nuova sfida sarà lavorare con un approccio sempre più innovativo, integrato e soprattutto sempre più sostenibile per un porto green che sappia creare valore e lavoro prima che nuove infrastrutture” questo il commento a caldo del neo eletto, Zeno D’Agostino.

Il mandato del presidente era scaduto lo scorso 9 novembre, ma in questo periodo di proroga dell’incarico della durata di 45 giorni, il Mit aveva subito avviato la procedura per la sua riconferma ai vertici dello scalo giuliano, inoltrando la richiesta d’intesa alla Regione Fvg.