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Il mercato eolico offshore verso lo shortage di navi nel 2025

Nonostante i molti ordini che si stanno susseguendo, anche nelle ultime settimane,  il mercato eolico offshore sconterà dal 2025 la carenza di navi specializzate, poiché la loro domanda arriverà a superare l’offerta. Tanto che, secondo alcuni osservatori, questo sarà il vero collo di bottiglia nello sviluppo di questa fonte di energia. Lo sostiene un report […]

di Nicola Capuzzo
28 Dicembre 2020
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Nonostante i molti ordini che si stanno susseguendo, anche nelle ultime settimane,  il mercato eolico offshore sconterà dal 2025 la carenza di navi specializzate, poiché la loro domanda arriverà a superare l’offerta. Tanto che, secondo alcuni osservatori, questo sarà il vero collo di bottiglia nello sviluppo di questa fonte di energia.
Lo sostiene un report di Rystad Energy, secondo il quale questa dinamica farà sì che verso la metà di questo decennio si assisterà a un incremento non solo di ordini ma anche di conversioni di unità analoghe finora utilizzate in ambito oil&gas, con una domanda per navi che nel 2030 sarà pari a 4 o 5 volte quella attuale (nello studio non sono peraltro considerati i progetti cinesi, che si avvalgono di fornitori interni, e quelli sviluppati in aree intertidali).

Ad oggi, osserva Rystad, il mercato è ancora sbilanciato in senso opposto: sulla piazza sono infatti disponibili 32 unità specializzate nell’installazione di turbine (più cinque in ordine) e 14 per la realizzazione delle fondamenta (più ulteriori cinque in ordine), a fronte di una domanda rispettivamente di 13 e 8 navi nel 2020. Del totale, solo 4 però sono le unità in grado di gestire le turbine di nuova generazione, da 12 o 13 MW, che entreranno in commercio nel 2021.
L’evoluzione del settore sta andando infatti verso una crescita degli impianti: nel 2005 la turbina offshore media aveva una capacità di 3 megawatt (MW), mentre i progetti che saranno avviati nel 2022 hanno dimensioni medie di 6,1 MW. In particolare hanno avuto una crescita dimensionale i progetti avviati in Europa tra 2014-2015.

Secondo il report di Rystad in particolare le navi già disponibili hanno grandi capacità di sollevamento (dato che si tratta di unità che in precedenza erano utilizzate per commissioning o decommissioning di strutture in campi petroliferi o di gas), ma poca efficienza, intesa come numero di giornate richieste per l’installazione di un componente. Questa caratteristica è ritenuta molto significativa considerato che la fase di installazione di un campo eolico offshore (che può essere composto da oltre 100 turbine) è quella più capital-intensive nell’intero sviluppo di un progetto.
Insieme questi fattori faranno sì che si verrà a creare un collo di bottiglia nella crescita del mercato eolico offshore, così come un rallentamento di quella progressiva riduzione del costo dell’energia perseguita con questi progetti.

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