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Jensen (Hapag Lloyd) si difende: “Non ci sono portacontainer disponibili, di più non possiamo fare”

L’attuale tempesta perfetta nel trasporto via mare di carichi containerizzati è il frutto di un mix di fattori tra i quali spiccano le congestioni in alcuni porti, l’indisponibilità di naviglio da noleggiare e una forte ripresa della domanda di spedizioni in alcune aree del mondo. Sono queste le ragioni che l’amministratore delegato della compagnia di […]

di Nicola Capuzzo
2 Febbraio 2021
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Sbarco – imbarco container Hapag Lloyd al Terminal Sech (3)

L’attuale tempesta perfetta nel trasporto via mare di carichi containerizzati è il frutto di un mix di fattori tra i quali spiccano le congestioni in alcuni porti, l’indisponibilità di naviglio da noleggiare e una forte ripresa della domanda di spedizioni in alcune aree del mondo.

Sono queste le ragioni che l’amministratore delegato della compagnia di navigazione tedesca Hapag Lloyd, Rolf Habben Jensen, ha richiamato per spiegare al mercato, rappresentato da caricatori e spedizionieri, cosa sta succedendo e per quale motivo i noli marittimi siano così elevati. “La carenza di lavoratori e le interruzioni operative in certi porti e inland terminal hanno contribuito a generare questa situazione. Per effetto di ciò molte navi sono costrette ad attendere più del normale prima di essere lavorate in vari porti in Asia, Nord America e anche in altre regioni contribuendo ad aumentare i giorni di ritardo (in alcuni casi anche oltre una settimana) rispetto alla normale programmazione” ha detto il numero uno della shipping company tedesca. “Negli anni passati – ha proseguito – siamo sempre riusciti a reagire a queste situazioni di congestione aggiungendo ulteriore tonnellaggio al fine di garantire la frequenza settimanale dei servizi regolari ma, dal momento che oggi tutte le nostre navi sono impiegate e riempite oltre la loro capacità, non ci è possibile fare di più”.

Significativo anche il passaggio in cui Rolf Habben Jensen dice: “Posso assicurarvi che tutte le nostre navi sono in attività e se ci fosse la possibilità di trovare capacità di stiva aggiuntiva la prenderemmo ma il mercato dei noleggi di portacontainer in questo momento è sostanzialmente sold out“.

Il numero uno di Hapag Lloyd ha poi preannunciato che a breve sarà avviato una sorta di piano di recupero della puntualità dei servizi al fine di rimettere a posto la programmazione delle partenze nelle varie rotazione delle linee. Un’azione che potrebbe però causare per una o due settimane il bypass di alcune toccate. “Hapag Lloyd attualmente riceve molte più prenotazioni di imbarco dei container rispetto alla capacità di stiva disponibile. Questo overbooking comporta ritardi nelle conferme d’imbarco, il posticipo nell’accettazione di alcuni container e il rifiuto della prenotazione di altri” ha ammesso infine Jensen.

Sullo stesso tema è intervenuta con una nota anche Espo, l’associazione europea dei porti, chiedendo che venga ritrovata la stabilità e l’affidabilità del traffico container via mare ripristinando l’affidabilità delle linee e garantendo la continuità e la fluidità delle catene logistiche. “Lo sbilanciamento e l’indisponibilità dei container, sommata alla riduzione della capacità di stiva, ha avuto un serio impatto sui caricatori e sugli spedizionieri” scrive l’Espo. “I ritardi e l’impossibilità a imbarcare merce sta generando grande insoddisfazione fra i cargo owner e i consumatori finali che bussano alla porta delle port authority alla ricerca dei responsabili”.

L’associazione europea dei porti lancia quindi un appello agli stakeholder del trasporto marittimo affinché ricordino il ruolo strategico degli scali marittimi e degli scambi commerciali, invitando a fare tutto il possibile affinché venga ripristinata la regolarità e la fluidità dei trade. “In quanto motore della ripresa, i porti europei ritengono che nessun cago owner debba essere lasciato indietro” è la conclusione.

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