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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Nuovi ordini di navi ai minimi nel dry bulk: armatori indecisi sulle tecnologie green su cui puntare

“Il recente rafforzamento del mercato dei noli per il trasporto via mare di rinfuse secche non è stato sufficiente ad avviare una significativa attività di ordinazione di nuove commesse i cantieri navali. L’inizio del 2021 ha visto affondare gli ordini di nuove navi da costruire tra le incertezze sulle politiche ambientali e sui futuri combustibili ottimali per i sistemi di propulsione”.

Lo evidenzia la società di brokeraggio svizzera Ifchor spiegando che solo 11 ordini di navi per rinfuse secche risultano firmati durante il bimestre gennaio-febbraio di quest’anno, appena sopra il 2017 e ben al di sotto della media degli ultimi 20 anni di 163 contratti per questo periodo dell’anno.

“Questo è un indizio di ciò che accadrà nel 2021 per gli ordini di nuove navi per il trasporto di rinfuse secche?” è l’interrogativo posto da Ifchor.

Appena pochi giorni fa anche Paolo d’Amico, amministratore delegato di d’Amico International Shipping, aveva posto l’attenzione sul tema del rinnovamento necessario del naviglio nei prossimi decenni e della difficoltà oggi per gli armatori a indirizzare le prossime scelte d’investimento verso le tecnologie migliori e che dovrebbero affermarsi come le più giuste anche da un punto di vista economico. “La prossima sfida per il medio-lungo termine è la nave del futuro: noi abbiamo già considerato alcune ipotesi ma le idee sono ancora poco chiare” sono state le parole di d’Amico. La pensano come lui in tanti fra gli armatori se gli ordini di nuove costruzioni hanno subito questo significativo rallentamento nei vari segmenti dello shipping.