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“Il trasporto marittimo si fa sempre più spazio nelle spedizioni pharma”

Il settore pharma si rivolgerà in misura crescente al trasporto marittimo nel prossimo futuro. A evidenziarlo nei giorni scorsi era stata tra gli altri la International Chamber of Shipping, parlando in particolare di quel che accadrà nella distribuzione dei vaccini in diverse parti del mondo a partire dalla metà del 2021, ma oggi questa considerazione […]

di Nicola Capuzzo
24 Marzo 2021
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Il settore pharma si rivolgerà in misura crescente al trasporto marittimo nel prossimo futuro.
A evidenziarlo nei giorni scorsi era stata tra gli altri la International Chamber of Shipping, parlando in particolare di quel che accadrà nella distribuzione dei vaccini in diverse parti del mondo a partire dalla metà del 2021, ma oggi questa considerazione è  emersa chiaramente anche nel corso di due diversi convegni on line dedicati alla logistica di prodotto farmaceutici ed healthcare, a cui hanno preso parte i vertici delle filiali italiane di Kuehne Nagel e Dhl Global Forwarding.

Rappresentanti della casa di spedizioni tedesca, in discorso più generale sul tema dell’evoluzione delle supply chain globali del segmento healthcare, lo hanno dichiarato nel corso del primo “Virtual Life Science & Healthcare Event” organizzato dalla società e dedicato a ‘pandemia, logistica e industria farmaceutica’ , evidenziando però come questa tendenza riguarderà solo alcuni prodotti.

Il tema è stato approfondito da Paolo Guidi, direttore Sales & Marketing Director di Kuehne Nagel Italia, e Luca Di Palo, direttore logistico di Kedrion Biopharma – casa di produzione di plasma con sede centrale a Bolognana, in provincia di Lucca, che della prima è cliente – nel corso del convegno “La supply chain del pharma”.

Guidi, parlando di questo peculiare ‘shift modale’ seguito da alcuni prodotti healthcare, ha evidenziato come si tratti di una tendenza che Kn (che ha un team specificamente dedicato al trasporto marittimo a temperatura controllata, di stanza a Livorno) osserva già “da due-tre anni” e che in particolare la richiesta è per spedizioni verso gli Stati Uniti. Chiaramente si tratta di trasporti che avvengono a bordo di container reefer dotati di sistemi di datalog.
L’interesse da parte degli operatori c’è, perché evidentemente si tratta di una modalità di trasporto molto meno costosa rispetto a quella aerea, ma i requisiti da rispettare sono stringenti. “Anche in caso di controllo assoluto sui prodotti, si deve poi capire se l’intera filiera è in grado di supportare le differenze, in particolare in termini di transit time”. Da evidenziare comunque che la divisione PharmaChain di Kn gestisce globalmente circa 60mila Teu via mare (a fronte di movimentazioni per via aerea pari a 332mila tonnellate).

Interessante da questo punto di vista anche quanto raccontato da Luca Di Palo di Kedrion. L’azienda toscana – che ha una supply chain globale per la quale si serve di tutte le modalità di trasporto – ad oggi utilizza quello marittimo per le spedizioni dagli Usa all’Europa del plasma raccolto dai centri Kedrion del paese, gestite a una temperatura di -20°. Allo studio, grazie alla partnership di lunga data con Kn, c’è però un progetto pilota da attivare già nel 2021 per la gestione via mare (oltre che via aria e gomma) delle spedizioni di prodotti finiti (dei range +2°-+8° e +15°-+25°).

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