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I noli container a lungo termine non ‘pagano’ il conflitto in Medio Oriente secondo Xeneta

La negoziazione fra vettori marittimi e spedizionieri beneficia di una stabilizzazione delle catene logistiche e delle vie alternative anche verso il Golfo Persico

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
4 Maggio 2026
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Xeneta noli container maggio 2026

“L’impatto del conflitto in Medio Oriente sta rendendo la vita sempre più complicata per gli spedizionieri perché, mentre cercano di far fronte alle interruzioni della catena di approvvigionamento e all’aumento delle tariffe spot per i trasporti marittimi dei commerci globali, devono giocare d’astuzia quando partecipano alle gare d’appalto per nuovi contratti a lungo termine, altrimenti rischiano di perdere potenziali guadagni”. La riflessione è firmata Peter Sand, analista di Xeneta, nell’ultimo report sull’andamento dei noli per le spedizioni merci via mare.

Sand sottolinea che “le catene di approvvigionamento che i vettori marittimi hanno creato per far fronte alle interruzioni in Medio Oriente, reindirizzando i percorsi attraverso corridoi terrestri, porti alternativi e nuove reti di servizi, ora funzionano con sufficiente regolarità da far sì che le tariffe spot inizino a riflettere un contesto operativo più stabile, seppur ancora elevato”.

Le tariffe per i trasporti dall’Estremo Oriente alla costa occidentale degli Stati Uniti sono rimaste sostanzialmente invariate a 2.864 dollari per Feu (container da 40 piedi), pur rimanendo superiori del 52% rispetto ai livelli pre-crisi di fine febbraio. Per quanto riguarda la costa orientale degli Stati Uniti, le tariffe spot sono ancora in aumento del 46% rispetto al periodo pre-crisi, attestandosi a 3.873 dollari per Feu. Queste tariffe hanno raggiunto un livello elevato, sostenuto dalla continua congestione negli hub di trasbordo del sud-est asiatico e dalle ripercussioni dei tempi di transito più lunghi lungo tutto il network.

“Le rotte verso l’Europa stanno rallentando in misura maggiore. La capacità verso il Nord Europa è aumentata del 7,6% rispetto a una settimana fa e questa combinazione di adattamento delle compagnie di navigazione su questi corridoi e il rallentamento stagionale della domanda nel secondo trimestre sta consentendo ai noli di scendere dai picchi in modo più significativo rispetto alle rotte verso gli Stati Uniti” spiegano da Xeneta. L’analisi prosegue dicendo: “Le tariffe spot dall’Estremo Oriente al Nord Europa sono diminuite del 10% rispetto a un mese fa, attestandosi a 2.528 dollari per Feu. Nello stesso periodo, le tariffe dall’Estremo Oriente al Mediterraneo sono diminuite del 15%, raggiungendo i 3.567 dollari per Feu”.

Guardando al lungo termine le negoziazioni, nonostante le criticità imposte dal conflitto in Medio Oriente, continuano a basarsi sul confronto fra domanda e offerta di capacità di stiva. “I clienti di Xeneta che parteciperanno alle gare d’appalto (per trasporti marittimi, ndr) nel 2026 hanno segnalato, nella maggior parte dei casi, offerte inferiori alla media di mercato a lungo termine nella prima fase, nonostante noli spot elevati sulle principali rotte. Nella terza fase, questi spedizionieri si assicurano sconti ancora maggiori, poiché i vettori si contendono i volumi per i prossimi 12 mesi”.

Secondo gli analisti “questo indica che il mercato a lungo termine è guidato dai fondamentali di domanda e offerta, piuttosto che dal sentimento di crisi che sostiene il mercato spot. I vettori marittimi hanno avviato le negoziazioni con prezzi ambiziosi, ma gli spedizionieri hanno giocato bene le loro carte reagendo efficacemente. Con i contratti in fase di finalizzazione per l’entrata in vigore a maggio e giugno, questo segnale indica che il mercato si aspetta che l’attuale livello di perturbazione sia temporaneo, anche se il mercato spot non ha ancora scontato tale aspettativa”.

Dall’Estremo Oriente al Mediterraneo i noli marittimi si attestano attualmente in media sui 3.567 dollari per Feu e nell’ultimo mese sono calati del -15% (da 4.221 dollari per Feu).

N.C.

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