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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

I commissari straordinari di Tirrenia al contrattacco: in arrivo un piano concorrente per Cin

Tirrenia in Amministrazione Straordinaria, la bad company controllata dal Ministero dello sviluppo economico creata dopo il passaggio dell’ex compagnia pubblica di traghetti a Compagnia Italiana di Navigazione nel 2012, si prepara a depositare al tribunale di Milano una proposta concordataria per Compagnia Italiana di Navigazione (Cin) concorrente a quella di Moby. Lo ha appreso SHIPPING ITALY da fonti vicine al dossier secondo le quali, per procedere alla controfferta, manca solo l’autorizzazione finale del ministero. Lo Stato è infatti creditore nei confronti di Moby per 180 milioni di euro, vale a dire le tre rate residue mai pagate dal gruppo controllato da Vincenzo Onorato per l’acquisto della società quasi dieci anni fa al prezzo complessivo di 380 milioni.

Proprio ieri dal Tribunale fallimentare di Milano si è saputo che è stata fissata per il 15 aprile l’udienza per Cin sulla base dell’articolo 162 della legge fallimentare che regola la “inammissibilità della proposta”. Questo articolo prevede infatti che “il Tribunale possa concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti”. Il piano di salvataggio di Tirrenia Cin era stato annunciato nei giorni scorsi dalla controllante Moby (a sua volta impegnata in un concordato preventivo) ma, “se all’esito del procedimento di verifica non ricorrono” determinati presupposti, “sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile la proposta di concordato”. Non solo: “Su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero” può dichiarare “il fallimento del debitore”.

Per evitare questo scenario e per cercare di ottenere il massimo rimborso possibile del suo credito di 180 milioni di euro, Tirrenia in A.S. è ora decisa a sottoporre al tribunale una proposta di piano concorrente. I commissari straordinari della bad company (Beniamino Caravita di Toritto, Gerardo Longobardi e Stefano Ambrosini), che per procedere devono attendere il via libera dal comitato di vigilanza ministeriale per poi procedere con il deposito della controproposta, possono contare anche sul supporto garantito pubblicamente dal Gruppo Grimaldi. Quest’ultimo recentemente si è detto infatti disponibile e interessato a rilevare le navi e il relativo personale di Tirrenia Cin nel caso fosse stata messa all’asta la flotta.

Il gruppo armatoriale partenopeo ha  suggerito al Govrno di “risolvere il contratto (per la continuità territoriale marittima, ndr) con Tirrenia-Cin per inadempienza; mettere le navi all’asta e così garantire, attraverso l’introduzione della clausola sociale, come previsto dalle norme nazionali ed europee, l’occupazione del personale relativo a tali navi”.

Secondo Grimaldi il Ministero dello sviluppo economico “garantirebbe così finalmente, attraverso la vendita di tali asset, l’intero recupero del credito maturato (anche con gli interessi) per il prezzo mai pagato”.

Nicola Capuzzo

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