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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Noli alle stelle e crisi container mettono fuori gioco l’industria italiana della ceramica (critica con la Cber)

L’industria italiana della ceramica, che ha il suo cuore nel distretto produttivo di Sassuolo, rischia di non riuscire a cogliere il rimbalzo post-Covid per via dei costi sempre più alti dei servizi logistici. L’allarme è stato lanciato da Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramiche, il quale sulle pagine del Sole24Ore ha parlato delle forti tensioni sui costi, frutto sia dell’aumento delle materie prime sia di quello dei trasporti, quest’ultimo causato da livelli elevati dei noli marittimi per  il trasporto di container e dalla carenza di box. Un fenomeno che pesa sulle esportazioni, che rappresentano circa l’80% dei volumi di questo settore produttivo, con il rischio di favorire la produzione spagnola, rivale diretta di quella nostrana.

In particolare, ha dichiarato Savorani al Sole, la domanda per la ceramica Made in Italy è tornata sostenuta (+19% sul mercato nazionale e +9% su quello estero nel primo trimestre 2021 rispetto a quello del 2020). In questo scenario, il mercato statunitense risulta però per i produttori italiani in calo del 10%, mentre quelli spagnoli stanno guadagnando il 27%. La causa, secondo il presidente di Confindustria Ceramiche, sarebbe nel costo maggiore di trasporto via mare verso gli Usa dai porti italiani rispetto a quelli iberici, in particolare esemplificato dal costo Fob di un container da Livorno che sarebbe superiore di circa 10 volte a quello di una esportazione da Valencia.

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La ceramica italiana rischia di finire fuori mercato per i costi elevati del trasporto via mare

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