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Cosa serve al Mezzogiorno per un vero rilancio della portualità e della logistica

“È stata una importante giornata di confronto e analisi sui temi della logistica e delle infrastrutture nel Mezzogiorno. È ovvio che non si può ridurre il dibattito trasportistico, sul ruolo strategico dell’Italia in Europa e nel Mondo, ai porti ‘ascellari’, all’area logistica milanese, al corridoio Ten-T Reno – Alpi e alla Torino – Lione. Ma […]

di Nicola Capuzzo
14 Luglio 2021
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Porto di napoli

“È stata una importante giornata di confronto e analisi sui temi della logistica e delle infrastrutture nel Mezzogiorno. È ovvio che non si può ridurre il dibattito trasportistico, sul ruolo strategico dell’Italia in Europa e nel Mondo, ai porti ‘ascellari’, all’area logistica milanese, al corridoio Ten-T Reno – Alpi e alla Torino – Lione. Ma è altrettanto vero che il Mezzogiorno deve mettere a fuoco una sua mission geostrategica distintiva, una sua vocazione logistica, e soprattutto deve ripensarsi come una grande macro-regione europea di oltre 20 milioni di abitanti che si candida a svolgere una funzione peculiare e ad alto valore aggiunto – dal punto di vista geoeconomico – per il Paese e per l’Europa. Oggi credo che da questo evento sia venuto un importante contributo in questa direzione”. Così Guido Nicolini, presidente di Confetra, ha commentato, a conclusione dei lavori, gli spunti emersi in questa prima edizione degli Stati Generali della logistica del Mezzogiorno.

Mara Carfagna, Ministro per il Sud, ha contribuito al dibattito con un messaggio chiaro: “Nel Pnrr sono stanziati 1,2 miliardi di euro per i porti meridionali e 630 milioni per le Zes di qui al 2026. Dalla collaborazione istituzionale e da quella tra pubblico e privati può venire la svolta in grado di intercettare le nuove opportunità nascenti dall’Africa e dal Mediterraneo”. Nel corso della giornata di lavoro, articolata in tre Sessioni tematiche (Porti e Zes, infrastrutture di rete e fondi europei, Pnrr e Mezzogiorno) si sono alternati numerosi interventi di esponenti del mondo istituzionale, universitario, dei saperi, dell’economia, dell’impresa.

Ennio Cascetta ha ricordato i numeri del gap logistico, a partire dal segmento ferroviario: “L’alta velocità in 10 anni ha contribuito al Pil nazionale con 42 miliardi di euro. Nelle province dotate di alta velocità, il Pil è cresciuto in media il 5% in più rispetto a quelle sprovviste. Ma siccome l’Alta Velocità finisce a Salerno, paradossalmente l’alta velocità ha accresciuto di 10 punti il divario Nord – Sud. Urge recuperare terreno”.

La risposta, a stretto giro, è arrivata da Anna Masutti. La Presidente di Rfi ha messo a fuoco gli investimenti nel Mezzogiorno programmati dal gestore della rete sottolineando che “gli adeguamenti prestazionali su modulo, sagoma e carico assiale sono il cuore degli interventi di Rfi rispetto a Zes e Pnrr Mezzogiorno. Inoltre il Piano Accelerato Ermts, che vale oltre 3 miliardi, aumenterà sicurezza e prestazioni grazie all’innovazione tecnologica e digitale”.

Secondo Alessandro Panaro, vertice del team di ricerca di Srm, ha sottolineato quanto la portualità meridionale, e sud europea più in generale, “possa trarre vantaggio dalla prossimità territoriale rispetto al Mediterraneo, guadagnando fette di mercato rispetto ai porti del Northern Range. A condizione che Zes e connessioni retroportuali decollino sul serio. Le imprese manifatturiere del Mezzogiorno già utilizzano i porti per il 57% del valore del proprio import / export, contro il 33% della media nazionale. Inoltre il 47% di tutti i volumi nazionali movimentati nei porti transita nei e dai porti del Sud. Questa naturale vocazione marittima dell’economia meridionale è un valore da sfruttare”.

Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha parlato di “coraggio riformatore, perché le risorse previste dal Pnrr daranno frutto solo se accompagnate da massicce Semplificazioni normative che rendano concreti i progetti previsti”.

Mauro Coltorti, Presidente della Commissione Trasporti del Senato, ha fatto il punto sulle autostrade del mare come strumento principe a supporto dell’intermodalita, mentre Giuseppe Catalano, Capo della Struttura tecnica di Missione del Mims, ha evidenziato come “tutto il Pnrr abbia il grande obiettivo trasversale della coesione territoriale. Dei 62 miliardi stanziati complessivamente – nelle quattro missioni – per il settore infrastrutture trasporti mobilità logistica, 34,7 sono destinati al sud: il 56% del totale. E poi non dimentichiamo quelle del fondo integrativo nazionale e quelle del nuovo ciclo di Programmazione dei Fondi Strutturali Ue”.

Nelle conclusioni, la viceministro dei trasporti, Teresa Bellanova, ha parlato di Pnrr come “sfida irripetibile. Trasporti, Logistica, Mobilità sono centrali nella strategia di rilancio del Paese. Circa 62 miliardi del Pnrr sono destinati al macrosettore che voi rappresentate. Il Mezzogiorno e le sue classi dirigenti devono vincere tale sfida, per riempire di contenuti e concretezza il vantaggio competitivo legato alla collocazione geografica del Sud al centro del Mediterraneo. La sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale, sarà la chiave di volta di tutte le politiche volte a riammagliare e riconnettere logistica, industria, turismo, agricoltura. Infrastrutture, innovazione, filiere produttive, territorio: ricostruiamo un Mezzogiorno protagonista anche combattendo i mali storici del fatalismo e dell’autoreferenzialità”.

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