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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

I risultati di Ignazio Messina & C. con Msc prendono il largo: 111 Mln di utile nel 2020

Il primo esercizio della Ignazio Messina & C. risanata è andato a gonfie vele grazie allo stralcio parziale del debito con Banca Carige e all’aumento dei noli per il trasporto di container. Il bilancio d’esercizio 2020 appena depositato (ma approvato già da maggio) mostra un fatturato pari a 283,5 milioni (in crescita rispetto ai 249,5 milioni del 2019), un Ebitda di 34 milioni (in aumento da 30,5 milioni) e un risultato netto positivo per 111 milioni di euro, in netta controtendenza rispetto alla perdita di oltre 36 milioni del 2019.

Prima ancora che il favorevole contesto di mercato, il risultato ampiamente positivo è dovuto all’accordo di risanamento che ha visto l’ingresso del Gruppo Msc (tramite la holding italiana Marinvest) al 49% nella Ignazio Messina & C., il conferimento (con conseguente ri-noleggio) delle quattro navi con-ro Jolly Titanio, Cobalto, Diamante e Perla alla newco RoRo Italia Spa (controllata al 51% da Marinvest) e il parziale stralcio dell’esposizione finanziaria (verso Banca Carige ma rilevato da Amco) che ha visto l’indebitamento verso le banche scendere da 547 a 297 milioni (con riscadenziamento dei prestiti relativi all’acquisto delle navi fino al 2032). L’accordo di risanamento firmato a fine 2019 era diventato effettivo il 30 giugno del 2020 “con l’integrale esecuzione dell’aumento di capitale di 20 milioni di euro da parte di Marinvest (Gruppo Msc)” mentre il Gruppo Messina da parte sua ha conferito, come aumento di capitale in natura, “l’attività terminalistica portuale svolta attraverso concessioni portuali nel porto di Genova” e “la controllata La Meccanica Generale Srl” che svolge attività di navalmeccanica.

Merito ricordare come un anno fa, nelle settimane in cui teneva banco la fusione fra i terminal Psa e Sech osteggiata in primis proprio da Msc (con conseguente battaglia sulla violazione dell’articolo 18 comma 7 della legge 84/’94 che vieterebbe il controllo di due terminal con stessa destinazione d’uso da parte dello stesso soggetto), il terminal Messina sembrava non dovesse far parte del pacchetto rilevato da Gianluigi Aponte (già proprietario di Terminal Bettolo) mentre alla fine risulta essere stato anch’esso conferito e dunque sotto controllo congiunto Msc – Messina.

Tornando all’andamento della gestione descritto nella relazione al bilancio, la Ignazio Messina & C. sottolinea che nel 2020 “si è ridotta la pressione competitiva anche sui mercati in cui opera la Società e in particolare nella parte terminale dell’anno si sono registrate dinamiche positive sul fronte dei prezzi (noli marittimi, ndr) sulla direttrice Nord-Sud, in particolare dal Mediterraneo al Medio Oriente e Golfo Persico”.

Esaminando l’andamento delle diverse business unit, nell’anno passato l’attività di trasporto marittimo (con un aumento dei volumi del 10% e del fatturato del 6,7%) ha fatto registrare ricavi per 249 milioni di euro, l’Imt Terminal di Genova 24,6 milioni, mentre la logistica intermodale in Italia ha generato entrate per 2,7 milioni. Con riferimento al business del trasporto marittimo, la shipping company genovese specifica che “le crescite di fatturato più significative hanno interessato il carico in uscita da Italia, Spagna, Arabia Saudita, Emirati, India e Turchia. L’Area Golfo (Persico, ndr) rappresenta quella con maggiori opportunità di sviluppo, a partire dalle dinamiche che sono venute consolidandosi in particolare nell’ultimo periodo dell’anno. Il nolo medio in Euro/metro lineare è cresciuto del 3% grazie a un buon trend in rialzo per i contenitori (+4,6%) iniziato con l’ultimo trimestre” del 2020. L’andamento in crescita del livello dei noli si è rafforzato anche nei primi mesi del 2021.

Con riferimento all’Intermodal Marine Terminal del porto di Genova i volumi movimentati “sono aumentati (+11%) rispetto all’anno precedente” e “la crescita è dovuta in massima parte a un aumento dei traffici di clienti terzi (in particolare del cliente Msc che ha raddoppiato i volumi movimentati al terminal)”.

A proposito infine della business unit ‘Intermodal logistics Italy’, nel bilancio di Ignazio Messina & C. si legge che “significativi sono i presupposti di base che dovranno essere alla base dello sviluppo per gli anni a seguire” grazie alle “ottimizzazioni derivanti dalle sinergie con il nuovo socio e in particolare con la organizzazione logistica in Italia del Gruppo Msc (i.e. MedLog e MedWay)”.

Nel 2021 l’azienda prevede che “possano essere centrati gli obiettivi per l’esercizio in corso, con il rispetto degli obblighi concordati con le banche nel contesto dell’Accordo di risanamento”. Quest’anno l’azienda procederà anche “al perfezionamento della fusione per incorporazione tra la Società e la controllata La Meccancia Generale Srl”.

Nicola Capuzzo

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