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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Msc ha rinunciato al Terminal Messina e non si arrende all’affare Psa-Sech

Nel parere che l’Avvocatura generale dello Stato ha reso alla port authority di Genova a proposito anche dell’ingresso di Msc (tramite la holding Marinvest) nel Gruppo Messina dando vita a una newco tornata a chiamarsi Ignazio Messina & C.(operazione finalizzata negli ultimi giorni di giugno) emerge un dettaglio che in prospettiva potrebbe essere molto significativo. Il riferimento è al fatto che, diversamente dall’impostazione originaria dell’affare per cui i due partner Msc e Messina dovrebbero avere, in virtù di appositi patti parasociali, il controllo congiunto sia sulla compagnia di navigazione, che sulle attività terminalistiche e retroportuali, il business sulle banchine genovesi rimarrà in mano solo ai Messina.

Nel parere dell’Avvocatura, che di fatto approva l’affare sempre a proposito dell’applicazione dell’articolo 18 comma 7 della legge 84/1994, si legge infatti che “con nota del 27 marzo u.s. codesta Autorità (la port authority genovese, ndr) ha comunicato che con nota del 21 marzo 2020 il Gruppo Messina ha comunicato di avere modificato i patti intercorsi, con Msc espressamente prevedendo, fermi i definiti assetti societari (51% Gruppo Messina Spa e 49% Marinvest Srl), di escludere il potere di co-controllo originariamente convenuto con riguardo a ogni decisione relativa all’asset oggetto della concessione terminalistica, con e per l’effetto di escludere, con riguardo a detto asset, ogni mutamento del potere di controllo sullo stesso”.

Dunque, in estrema sintesi, Msc ha rilevato il 49% del Gruppo Messina assumendone di fatto il controllo paritario con l’omonima famiglia genovese ma preferendo non avere il controllo congiunto del terminal portuale Imt Terminal.

La ragione primaria di questa scelta è legata all’interesse di ottenere dalla port authority il via libera definitivo all’ingresso di Msc in Messina che altrimenti, per il divieto di doppia concessione imposto dall’articolo 18 comma 7, per ciò che riguardava il terminal genovese delle banchine Ronco e Canepa non sarebbe stato possibile (Terminal Messina e Bettolo operano infatti entrambe nel business container).

Msc ha quindi rispettato alla lettera quanto prevede la legge e qui si apre un ragionamento che riguarda anche il tanto osteggiato (dal gruppo di Gianluigi Apponte) affare tra Sech e Psa Genova Prà.

Quest’ultima operazione è infatti attesa al  voto di uno dei prossimi comitati di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Msc, anche grazie alla rinuncia sul Terminal Messina, non mancherà di richiamare l’attenzione dei membri del comitato sul fatto che voteranno un’operazione vietata dalla legge (se interpretata in maniera rigida) ma sulla quale l’Avvocatura generale dello Stato ha espresso parere favorevole. La responsabilità della scelta finale sarà in capo all’AdSP e al comitato di gestione.

Nicola Capuzzo