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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Cresce l’offerta di inland terminal per i porti liguri: al via Retroporto di Genova

Il nome scelto per la ragione sociale – Retroporto di Genova Srl – lascia pochi dubbi rispetto alle ambizioni della società (controllata per l’80% da la Zolla Srl e partecipata al 20% da Vgm Italy) che ha recentemente aperto i battenti nei pressi di Ovada in un’area di 40mila metri quadrati. “La nostra missione è quella di operare in qualità di inland terminal, nell’ambito di quella vera e propria rete di servizi retroportuali, così tanto desiderati dai vari operatori, per soddisfare le esigenze di sviluppo della portualità ligure e dei trasporti su gomma” fa sapere a SHIPPING ITALY l’azienda guidata dall’amministratore delegato Roberto Settecerze, presieduta da Luciano Sartori e promossa dal neo-direttore commerciale Romano Giacchero.

Il nuovo terminal precisamente si trova a circa 200 metri dall’uscita del casello autostradale A26 di Ovada, al suo interno ospita un centro di pesatura Vgm e confina con un distributore di carburante gasolio convenzionato Ids per mezzi pesanti.
La superficie operativa, che attualmente si estende come detto su circa 40mila metri quadrati, è espandibile all’occorrenza di altri 20.000 mq, mentre per quel che riguarda l’offerta di servizi la società si offre come punto di scambio gomma-gomma per le merci in arrivo ed in partenza, grazie anche alla presenza di servizi di ristoro e per la sosta breve degli autisti. Oltre a ciò si propone come come centro di deposito, movimentazione e lavorazione di merci in container (in futuro anche in regime doganale) con l’offerta di servizi logistici di magazzino (gestiti direttamente o tramite operatori specializzati presenti sul territorio), così come centro operativo di supporto per le attività di import-export.

Tra i possibili sviluppi del terminal – che, aggiunge ancora la società “non si propone di rivoluzionare l’esistente”, ma vuole offrire “soluzioni nuove in grado di razionalizzare i processi operativi” – viene evidenziata infine anche la possibilità di “garantire un’operatività anche notturna, qualora il porto di Genova decidesse di effettuare attività di carico e scarico, alleggerendo il traffico cittadino che avrebbe meno veicoli pesanti in orario diurno”.

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