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Moby porta in tribunale due trader di Morgan Stanley e chiede protezione negli Usa

A pochi giorni di distanza dall’annuncio di un’intesa firmata con un terzo dei propri obbligazionisti per presentare un piano di ristrutturazione finanziaria del debito, Moby fa ancora parlare di sé ma questa volta per un’azione legale rivolta a due trader finanziari di Morgan Stanley. Secondo quanto rivelato da Bloomberg il gruppo armatoriale controllato dalla famiglia Onorato avrebbe denunciato Massimo Piazzi e Hillel Drazin contro i quali la ‘balena blu’ dice di avere delle registrazioni audio dalle quali emerge un loro disegno mirato ad assumere il controllo di Moby a discapito di altri creditori.

L’azione legale sarebbe appena stata avviata a New York e ruota attorno al fatto che questa intesa fra alcuni trader si fondava sullo sfruttamento di alcune informazioni non pubbliche per rilevare quote sempre crescente di obbligazioni.

Secondo quanto ricostruito da Bloomberg, Morgan Stanley deteneva un 10% dei bond di Moby da quando collaborava con Antonello Di Meo, in passato trader per Sound Point Capital Management, e il disegno era quello di ostacolare il via libera a un piano di risanamento finanziario del gruppo extra-tribunale (cosa che poi infatti non è avvenuta avendo sia Moby che Compagnia Italiana di Navigazione chiesto e ottenuto il concordato preventivo) grazie a un pacchetto di bond che pesava complessivamente circa il 26% del debito relativo alle obbligazioni. L’accusa degli Onorato nei confronti di Piazzi, Drazin e Di Meo è di estorsione.

In una registrazione riportata nella denuncia il trader Drazin avrebbe dichiarato che Massimo Piazzi è un amico stretto di Di Meo e che Morgan Stanley nella ‘partita’ su Moby agiva come capital partner allineato rispetto alla strategia portata avanti da Di Meo.

Nella sua denuncia la compagnia di traghetti (assistita dallo studio Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan) ha chiesto ai giudici newyorkesi di poter accedere alla procedura Chapter 15 statunitense tramite la quale otterrebbe la protezione del tribunale dai creditori e il divieto imposto ai trader di comprare o vendere l’esposizione debitoria, asset di Moby o comunque di interferire con la sua ristrutturazione.

Già lo scorso marzo il gruppo Moby aveva avviato un’azione legale in Italia, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti sempre nei confronti dell’ex trader di Sound Point Capital, Antonello Di Meo, accusato di tramare e orchestrare un’offensiva contro il piano di ristrutturazione del debito al quale da tempo lavorava il top management della ‘balena blu’.

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