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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Moby e Cin annunciano un accordo e un nuovo piano con un terzo degli obbligazionisti

A poche ora dalla notizia di un’indagine della Procura di Milano per presunta bancarotta fraudolenta nei confronti di Vincenzo e Achille Onorato, e a tre mesi di distanza dall’adunanza dei creditori fissata per la seconda metà di dicembre che dovranno esprimersi sulla proposta di concordato preventivo presentata, Moby ha annunciato un primo importante accordo con un ampio gruppo di obbligazionisti.

Alla borsa del Lussemburgo è stata infatti pubblicata oggi una nota della ‘balena blu’ nella quale viene annunciato un Memorandum of understanding non vincolante sottoscritto da Moby, Compagnia Italiana di Navigazione e Onorato Armatori lo scorso 21 settembre.

La breve comunicazione spiega che questo raggruppamento di bond holder con cui è stato trovato un accordo è detentore di oltre il 33% delle obbligazioni emesse a suo tempo da Onorato Armatori (300 milioni di euro) e in scadenza nel 2023.

Per effetto di questo Mou le controparti (Moby e la fetta di obbligazionisti in questione) “si impegneranno a portare avanti una negoziazione finalizzata anche a fornire, tra l’altro, le risorse finanziarie ulteriori necessarie per sostenere un nuovo piano di ristrutturazione finanziaria da presentare ai creditori del Gruppo Moby”. La nota conclude dicendo che “la società farà ulteriori annuncio a tempo debito”.

Una comunicazione che lascia intendere poco su quelle che potranno essere le prossime puntate di questa lunga telenovela ricca di colpi di scena. In teoria sia Moby che Cin (Tirrenia) un piano di concordato preventivo lo hanno già presentato a inizio estate ed è stata già fissata l’adunanza dei creditori chiamati a esprimersi rispettivamente il 13 e il 20 dicembre prossimi. Un eventuale nuovo piano dovrebbe essere chiaramente migliorativo rispetto a quelli già depositati.

Nel frattempo il valore del bond è tornato sopra il 43% del valore nominale alla borsa lussemburghese dopo che in passato era scesa anche al di sotto del 20%.

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