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Unatras e Anita sulla circolare Mims: “Inaccettabile e vergognosa, valuteremo il da farsi”

Come era prevedibile è arrivata a stretto giro di posta la risposta della maggior parte delle associazioni dell’autotrasporto alla circolare del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che poche ore fa è intervenuta a disciplinare l’imminente (domani) entrata in vigore della norma relativa all’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro.

E prevedibili sono contenuti e toni.

“Inaccettabile – riporta la nota della sigla che raggruppa Fai, Fiap, Unitai e Assotir per Conftrasporto, e Cna Fita, Confartigianto Trasporti, SnaCasartigiani – che il Governo preveda un regime alternativo sulla normativa del green pass a unico vantaggio delle imprese estere! Siamo, sorpresi, allibiti e indignati dal fatto che la nota lasci intendere che la decisione assunta sia stata condivisa con le associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali. Unatras aveva chiesto che fossero garantite, anche per le imprese estere, le medesime condizioni applicate a quelle italiane. Al contrario, la nota dei due dicasteri, oltre a indebolire le misure per la difesa della salute dei cittadini italiani, favorisce gli stranieri che già operano in condizione di dumping sociale nei confronti delle imprese di autotrasporto italiane. È vergognoso che tutto ciò avvenga a poche ore di distanza dall’entrata in vigore dell’obbligo. Così si rischia di alimentare sentimenti di malcontento e rabbia tra gli operatori. Unatras nelle prossime ore, valuterà che decisioni assumere e quali indicazioni dare ai propri associati”.

Sul tema, ma prima della circolare del Mims, si era espressa anche Trasportounito, con previsioni fosche sugli effetti del green pass in termini di costi aggiuntivi per le imprese, stimati in 70 milion di euro al giorno: “Mancheranno all’appello circa 80.000 conducenti distribuiti su 98.000 imprese iscritte all’albo; ciò determinerà ritardi delle consegne, circa 320.000 ore/giorno in più rispetto allo standard giornaliero senza per ora calcolare l’incognita costituita dalla fluidità nei collegamenti”. Numeri che potrebbero essere rivisti alla luce della circolare, non la valutazione complessiva.

In serata la nota di Unatras è stata sottoscritta anche dalla sigla confindustriale Anita.

Diramata una nota, sul fronte portuale, anche dall’associazione di terminalisti e imprese portuali Fise Uniport: “Confidiamo nel supporto delle istituzioni e nella responsabilità di tutti i lavoratori del settore portuale per evitare ingenti danni all’economia del Paese, già pesantemente provata a seguito di quasi due anni di crisi pandemica”.

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