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Porti

“A Venezia necessario il porto aperto 24 ore su 24”

Il tema della accessibilità, non solo nautica ma anche terrestre, dei porti italiani è stato al centro dell’assemblea 2021 di Federagenti, entrando oltre che nella relazione del presidente Alessandro Santi anche negli interventi di diversi relatori. Se la presidente della Commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita ha lanciato l’obiettivo di arrivare al completamento dell’iter del […]

di Nicola Capuzzo
15 Ottobre 2021
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Il tema della accessibilità, non solo nautica ma anche terrestre, dei porti italiani è stato al centro dell’assemblea 2021 di Federagenti, entrando oltre che nella relazione del presidente Alessandro Santi anche negli interventi di diversi relatori. Se la presidente della Commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita ha lanciato l’obiettivo di arrivare al completamento dell’iter del Protocollo fanghi, per poi inserirlo in un nuovo Decreto Semplificazioni, della gestione della quotidianità del porto di Venezia hanno parlato due rappresentanti di vertice del cluster locale, ovvero il presidente dell’Associazione Agenti raccomandatari Marittimi del Veneto, Michele Gallo, e il Direttore Marittimo della stessa Regione, Amm. Isp. Piero Pellizzari. Da quest’ultimo è arrivato anche l’annuncio del completamento dei lavori di escavo del Canale Malamocco – Marghera, con il varo quindi di nuovi limiti di pescaggio per mezzo di una ordinanza pubblicata proprio oggi.

Pur con alcune divergenze rispetto alla valutazione della gestione del Mose (“in fase ancora sperimentale, con una cabina da regia ancora da insediare” ha evidenziato il primo, mentre il secondo ha sottolineato invece come “le volte in cui è stato alzato, i problemi sono stati tutti gestiti, giorno per giorno”), entrambi hanno parlato della necessità di avere un porto funzionante 24 ore su 24, proprio per ovviare ai tempi di transito delle navi allungati rispetto ad altri scali ‘più semplici’.

“L’Italia è ancora un nano ad esempio nel traffico di container” e anche per questo è “necessaria l’apertura dei porti e dei terminal h24” ha evidenziato Gallo, che ha poi anche riconosciuto l’impegno profuso dalla port authority e dalla Autorità marittima per la gestione degli scali delle grandi navi a Marghera, Fusina e in prospettiva a Chioggia. Sulla questione degli approdi diffusi Pellizzari ha anche annunciato il coinvolgimento, dal prossimo weekend, anche del terminal Tiv (con due navi in arrivi da Monfalcone e Trieste), dopo Vecon e Fusina.
Più in generale il vertice della Direzione marittima del Veneto ha sottolineato come, anche per permettere alle navi di recuperare i tempi di attesa persi a causa del Mose, un ottimo aiuto sia il sistema di preclearing delle merci, già attivo e supportato dalla Capitaneria di porto, ma che l’obiettivo di medio-lungo termine sia quello di rendere il porto di Venezia accessibile 24 ore su 24, anche in condizioni di visibilità ridotta, e che a questo scopo sarà necessario dotare lo scalo di sistemi di ausilio alla navigazione ulteriori rispetto a quelli tradizionali, che permettano un monitoraggio continuo e che aiutino nella formazione dei ‘convogli di navi’.

F.M.

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