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Nel 2026 in arrivo un rallentamento degli scambi commerciali secondo Unctad

L’anno in corso si chiuderà invece con il record di 35mila miliardi di dollari, grazie anche a un incremento nelle merci del 6% (per 1,5 ‘trilioni’ di dollari)

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
10 Dicembre 2025
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Savannah port

Gli scambi globali commerciali di beni e servizi si apprestano a chiudere il 2025 con un record storico. Per la prima volta, il loro valore annuo supererà i 35mila miliardi di dollari, segnando un incremento del 7% (+ 2,2 ‘trilioni’) rispetto all’anno prima. Una espansione sostenuta in gran parte dalle merci (circa 1,5 ‘trilioni’ di dollari, +6%) e in misura minore dai servizi che crescono però a ritmo più elevato (750 miliardi di dollari, +9%).

Lo rileva Unctad nell’ ultimo aggiornamento (di dicembre) del suo Global Trade Update, segnalando in particolare un rallentamento nel terzo trimestre (+2,5% rispetto ai tre mesi precedenti, con un +2% nei soli scambi di merci). Anche per il quarto la stima -elaborata sulla base dei nowcast dell’agenzia Onu, previsioni ‘istantanee’, aggiornate di settimana in settimana – segnala un indebolimento, con una crescita complessiva dello 0,5%. In particolare tra le merci, atteso un calo dell’inflazione nel periodo, questa verrà alimentata da all’aumento dei volumi scambiati (ad oggi stimato per il periodo al +1,12%).

Tra i settori, il ruolo del protagonista sarà della manifattura, che secondo le rilevazioni di Unctad ha registrato negli ultimi 4 trimestri analizzati (ovvero dall’ultimo del 2024 al terzo del 2025) una progressione del 10%, grazie alla formidabile espansione (+40%) di ferro e acciaio ma anche alle ottime performance di macchinari (+15%). Nel terzo trimestre 2025 si è assistito a una accelerazione dell’agricoltura (+8% sui tre mesi precedenti), mentre i prodotti legati all’energia (-1% nel Q3) hanno registrato negli ultimi 4 trimestri analizzati una flessione del 10%.

Motori degli scambi globali dei 4 trimestri passati in rassegna da Unctad sono state le relazioni South-South (ovvero tra paesi in via di sviluppo), in aumento nel periodo dell’8%, così come le esportazioni dell’Asia (+9%), con il commercio intra-regionale addirittura del 10%. Solidi anche gli scambi interni al Sud America (+3% nel Q3 e +7% nei quattro trimestri considerati), mentre l’Africa ha mostrato una crescita robusta delle importazioni (+10% nei quattro trimestri e +3% nel terzo del 2025, quando anche le esportazioni sono aumentate del 6%). Il Nord America, pur registrando un aumento delle sue esportazioni (+2%) nei quattro trimestri in questione, ha visto invece un calo (-3%) nel terzo trimestre. Le importazioni hanno avuto un andamento migliore, aumentando del 6% nello stesso periodo.

Bene di contro le performance europee, con un aumento del 2% dell’export nel terzo trimestre 2025 e del 6% nei quattro analizzati, mentre le importazioni sono parallelamente cresciute rispettivamente dell’1% e del 8%. Guardando alle sole merci, le esportazioni risultano in aumento del 2% nel terzo trimestre (del 5% considerando gli ultimi quattro), mentre gli acquisti segnano un +2% nel trimestre e un +6% nei quattro trimestri considerati.

Volgendo lo sguardo al futuro, ovvero al 2026, la stima è invece di un rallentamento sensibile degli scambi. Unctad al momento non fornisce numeri, limitandosi a enumerare i fattori che freneranno lo sviluppo: tensioni geopolitiche e conflitti, costi crescenti (dazi, colli di bottiglia logistici e così via), incertezze della politica commerciale Usa, eccesso di capacità e conseguenti contromisure, debito elevato dei paesi in via di sviluppo.
Fattori che a suo dire non verranno neutralizzati dalle spinte favorevoli che pure si osserveranno il prossimo anno. Tra queste la perdurante espansione degli scambi South-South, la crescente domanda espressa dalle economie emergenti, lo sviluppo tecnologico, i tagli dei tassi di interesse.

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