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Il porto di Venezia vede il 2019, ma la pandemia pre-Covid dei traffici resta da curare

Rispetto ad altri porti italiani (si vedano Genova e Livorno) il porto di Venezia è fra quelli maggiormente riavvicinatisi al periodo prepandemico nei primi nove mesi del 2021. Rispetto infatti al gennaio – settembre 2019 la movimentazione complessiva, con 17,9 milioni di tonnellate di merci, vale il -3,9%. Un risultato che va però filtrato dalla […]

di Nicola Capuzzo
10 Novembre 2021
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Porto Marghera veduta aerea

Rispetto ad altri porti italiani (si vedano Genova e Livorno) il porto di Venezia è fra quelli maggiormente riavvicinatisi al periodo prepandemico nei primi nove mesi del 2021.

Rispetto infatti al gennaio – settembre 2019 la movimentazione complessiva, con 17,9 milioni di tonnellate di merci, vale il -3,9%. Un risultato che va però filtrato dalla particolare dinamica delle rinfuse secche, che con 4,8 milioni di tonnellate segnano addirittura un +5,4% sul 2019. Rinfuse liquide e general cargo scontano invece perdite ancora pesanti: -8,6% e -5,3%, performance in linea o più gravi di quelle di altri porti italiani. Se poi si considera che il 2019 fu (anche) nei primi tre trimestri per Venezia un anno particolarmente nero, con uno dei peggiori risultati a livello nazionale (-5,3%), risulta chiaro come la pandemia si sia innestata su una crisi già in atto. Naturalmente accentuandola, sì che il differenziale 2021/2020 (+7,8%) attenua solo lievemente quello 2021/2018 (-9,1%).

Caso a sé, come ovunque, fa il settore passeggeri, per Venezia concentrato sul crocierismo, che alla fine dei primi nove mesi dell’anno è ancora pressoché irrilevante rispetto a due anni prima: -98,3%.

Nondimeno, anche in questo caso, l’approccio dell’Autorità di Sistema Portuale che ha diffuso i dati di traffico è improntato all’ottimismo: “Nel terzo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i principali indicatori vedono le rinfuse solide guadagnare 1.150.484 tonnellate (+31,7%), con andamento positivo di tutte le tipologie merceologiche con prevalenza dei prodotti metallurgici. Le rinfuse liquide scendono, invece, di 129.752 tonnellate (-2,0%). Il general cargo mostra un aumento di 280.962 tonnellate (+4,2%,). Per quanto riguarda il settore TeU Va rilevato un maggior equilibrio tra container pieni movimentati in import ed in export. La differenza, da sempre a favore dell’export, si è ridotta generando una minor necessità di import di container vuoti. Questa dinamica influenza in modo significativo i risultati ottenuti anche se da un punto di vista di sostenibilità del settore è meno preoccupante. Nei primi nove mesi del 2021 infatti, nonostante si sia registrato un calo delle movimentazioni di container pari al 4,1%, i container pieni rimangono in linea con il livello dello stesso periodo dello scorso anno (-0,9% TEU) mentre i vuoti calano significativamente (-11,3% TEU). Grazie al parziale recupero della programmazione e alle soluzioni individuate per gli approdi provvisori, da gennaio a settembre 2021 il numero de crocieristi è stato pari a 22.351 (per un totale di 38 navi da crociera), con un aumento di 16.698 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il numero dei passeggeri dei traghetti è stato pari a 43.863”.

Molto male Chioggia, altro porto sotto giurisdizione Adsp, dove le 794mila tonnellate movimentate valgono si un +23,6% sul 2020, ma un -16,5% sul 2019.

“Dopo la flessione conosciuta lo scorso anno, i porti lagunari stanno tornando a crescere e stiamo lavorando perché si possano recuperare, ove possibile, i volumi pre-pandemia. Ciò è già avvenuto per le rinfuse solide e le rinfuse siderurgiche ma è necessario continuare a lavorare per consolidare i punti di forza e colmare i gap del sistema portuale veneto. Ad oggi il settore commerciale risulta trainante e rappresenta il 60% del tonnellaggio totale dei nostri scali ma è chiaro che, per un sistema portuale commerciale e industriale quale quello di Venezia dobbiamo fare di più attraendo investimenti e implementando progetti innovativi e intermodalità. Questo ci permetterà di individuare e raggiungere nuovi mercati e contribuire allo sviluppo del nostro territorio e del Veneto” ha commentato il presidente dell’Adsp Fulvio Lino di Blasio.

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