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Alis (Grimaldi) contro i depositi costieri a Sampierdarena: “Si rischia una nuova Beirut”

Alis, l’Associazione Logistica per l’Intermodalità Sostenibile presieduta da Guido Grimaldi (Grimaldi Group) entra a gamba tesa nella partita riguardante il trasferimento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani da Multedo a Ponte Somalia invocando il rischio di esplosioni devastanti come quella avvenuta recentemente nel porto di Beirut, in Libano. “Abbiamo appreso la preoccupante notizia relativa […]

di Nicola Capuzzo
21 Dicembre 2021
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Alis, l’Associazione Logistica per l’Intermodalità Sostenibile presieduta da Guido Grimaldi (Grimaldi Group) entra a gamba tesa nella partita riguardante il trasferimento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani da Multedo a Ponte Somalia invocando il rischio di esplosioni devastanti come quella avvenuta recentemente nel porto di Beirut, in Libano.

“Abbiamo appreso la preoccupante notizia relativa allo spostamento nel porto di Genova, in pieno centro città, disposto dal Commissario straordinario Bucci, delle attività di stoccaggio e movimentazione di prodotti chimici e petrolchimici. Una simile operazione è per noi inaccettabile in quanto comporterebbe seri rischi per la sicurezza e la salute di lavoratori e cittadini, oltre a impattare notevolmente sul livello di efficienza e puntualità dei traffici merci e sull’intero indotto per il porto di Genova” ha detto il vicepresidente di Alis Marcello Di Caterina.  L’area individuata per ospitare i depositi si trova attualmente  nella disponibilità di Terminal San Giorgio e attualmente viene utilizzata per le operazioni di imbarco e sbarco dai traghetti proprio del Gruppo Grimaldi (che dunque ha un interesse diretto nella vicenda).

“Sotto il profilo della sicurezza, nelle immediate vicinanze di tali depositi, dove  verosimilmente transiteranno i camion in entrata e uscita, i rischi sono molto elevati anche considerando l’alto tasso di infiammabilità dei prodotti petrolchimici. Inoltre, dal punto di vista dei traffici merci attraverso le Autostrade del Mare – aggiunge Di Caterina – i soci Alis operanti nel trasporto terrestre e marittimo effettuano dal porto di Genova importanti servizi ro-ro di linea con destinazione Sicilia, Sardegna e Malta, arrivando a un numero medio di 12 toccate settimanali presso il Terminal San Giorgio, per un totale di circa 620 ormeggi annui, e riportando un aumento di circa il 10% dei traffici relativi ai
primi dieci mesi del 2021 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente”.

Secondo Di Caterina “risulta evidente che l’eventuale perdita di disponibilità di tali ampi spazi per la raccolta delle merci destinate all’imbarco e sbarco nonché alle soste, non permetterebbe alle nostre aziende associate di autotrasporto di mantenere la stessa operatività e gli stessi volumi movimentati sinora, che equivalgono a circa 150.000 rotabili e circa 50.000 auto all’anno, e causerebbe di conseguenza perdite significative di traffico per tutto il porto di Genova così come riduzioni notevoli sul numero di avviamenti di personale, nonché rischi elevati di perdite di posti di lavoro e notevoli congestioni e colli di bottiglia”.

La nota di Alis conclude con lo sgancio di una bomba mediatica che alimenta uno scenario già infiammato dalle polemiche nel quartiere di Sampierdarena: “C’è il serio e concreto rischio – sostiene l’associazione – che Genova si trasformi in un’altra Beirut dove nel 2020 avvenne proprio all’interno del porto un violento incendio in un magazzino di prodotti esplosivi o addirittura nell’apocalisse di Tianjin”. Il vicepresidente di Alis chiede per conto dei suoi associati “un immediato confronto con il Commissario straordinario Bucci, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per non autorizzare operazioni dannose per la sicurezza e per l’intero sistema portuale”.

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