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Un acquisto e cinque demolizioni per Oromare in vista del trasloco in porto a Genova

Manca poco al trasferimento di Oromare dalla sua storica sede di Calata Santa Limbania, nel porto di Genova e, come già spiegato a SHIPPING ITALY nei mesi scorsi, in vista del trasloco – necessario per far procedere i lavori che nell’area interesseranno l’Hennebique e Ponte dei Mille, iniziati lo scorso novembre – la compagnia guidata […]

di Nicola Capuzzo
10 Gennaio 2022
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Seabourn Venture scafo rimorchiato da Sea Dream (Oromare)

Manca poco al trasferimento di Oromare dalla sua storica sede di Calata Santa Limbania, nel porto di Genova e, come già spiegato a SHIPPING ITALY nei mesi scorsi, in vista del trasloco – necessario per far procedere i lavori che nell’area interesseranno l’Hennebique e Ponte dei Mille, iniziati lo scorso novembre – la compagnia guidata da Michele Oronti sta alleggerendo la flotta liberandosi dei mezzi non operativi. Al tempo stesso, però, proprio oggi la società ha formalizzato l’acquisto (riscatto) dal gruppo triestino Ocean del rimorchiatore d’altura Sea Dream al prezzo di circa 2,2 milioni di euro. Si tratta di un mezzo, sul  quale recntemente l’azienda ha investito per il rinnov odella visita speciale della classe, che negli anni passati, nell’ambito della ristrutturazione finanziaria di Oromare, era passato nelle mani di Ocean che a sua volta l’aveva rinoleggiato indietro alla società di rimorchio genovese con diritto di riscatto (appena avvenuto).

Dopo la cessione del datato rimorchiatore Sean Cristopher, il piano aziendale sta procedendo poi con il prossimo avvio a demolizione di cinque unità ritenute, spiega ora lo stesso Oronti, “non più utilizzabili”, ovvero il piccolo rimorchiatore Venezia (lungo 13 metri per 20,21 tonnellate di stazza lorda), la chiatta Vado, i distanziatori Multedo e Riva Trigoso e il galleggiante San Giorgio I (tutti con lunghezza tra i 12 e i 13 metri). Lo smantellamento, per tutte, sarà ovviamente curato dal cantiere genovese San Giorgio del Porto, entrato peraltro recentemente nella compagine azionaria della stessa Oromare.

“Non escludiamo di poter avviare a demolizione altri mezzi che ad oggi utilizziamo con funzione di ‘magazzino’, ma questo dipende dalla disponibilità di spazi a terra che avremo nelle nostre nuove sedi”, continua Oronti. “Abbiamo infatti accettato la proposta della AdSP di spostare le nostre attività e mezzi in due diverse destinazioni, anche se si tratta di una soluzione non ottimale. La prima di queste è uno specchio acqueo nel Porto Petroli, dove ormeggeremo le unità che utilizziamo con minor frequenza. E’ invece tuttora corso un confronto individuare per lo spazio in cui ricollocare le altre attività, quelle che svolgiamo quotidianamente, come i sollevamenti per interventi di riparazione navale o il ritiro di rifiuti, che per forza di cose dovrà essere nel porto vecchio. Stiamo ragionando su un’area all’interno delle Riparazioni Navali che oltre allo specchio acqueo comprenda anche uno spazio a terra, dotato di magazzini e strutture di circa 300 metri quadrati, di competenza di Ente Bacini” conclude il vertice di Oromare, convinto comunque di poter arrivare, grazie al “clima di collaborazione” che si è instaurato con i due enti, a un accordo entro la fine del mese e avviare subito dopo il trasferimento.

F.M.

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