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Impugnata l’aggiudicazione del ribaltamento a mare di Fincantieri a Sestri Ponente

Ricorso al Tar per bloccare l’appalto da 366 milioni di euro assegnato dall’Adsp Genova a Rcm Costruzioni, Fincosit, Trevi, Consorzio Integra e Gs Edil

di Redazione SHIPPING ITALY
7 Febbraio 2022
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Ribaltamento planimetria

Dopo la doccia fredda dell’annullamento dell’aggiudicazione a Rina Consulting della gara per la direzione lavori delle opere di realizzazione della nuova diga foranea, sull’Autorità di Sistema Portuale di Genova e sul secondo appalto – per dimensioni finanziarie, quasi 370 milioni di euro – del suo programma straordinario di opere rischia di abbattersi un’altra tempesta giudiziaria.

E se per la diga (il cui appalto integrato per progettazione definitiva, esecutiva e lavori è ancora in via di aggiudicazione) nel mirino del Tar è finito un appalto per così dire corollario, con impatto solo indiretto sull’iter principale, nel caso del ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di sestri Ponente a essere impugnata è stata l’aggiudicazione della procedura negoziata per progettazione definitiva, esecutiva ed esecuzione della seconda fase, disposta a fine dicembre dall’AdSP a favore di una cordata composta da Consorzio Stabile Grandi Lavori insieme a Rcm Costruzioni, Fincosit, Trevi, Consorzio Integra e Gs Edil (con i progettisti Technital, Proger, Ingegneria Especializada Obra Civil e Industrial, Acciona Ingegneria, Sjs Engineeering e Duomi).

L’autore del ricorso non è ancora noto. Oltre a quella risultata aggiudicataria, alla richiesta di manifestazione di interesse e alla successiva negoziazione (affidata dalla port authority al responsabile del Piano Straordinario Umberto Benezzoli e all’esperto della struttura commissariale di Marco Bucci, cui il Piano afferisce, Roberto Tedeschi e chiusa dal dirigente Giuseppe Canepa, chiamato all’ultimo minuto a rimpiazzare Marcos Montevecchi, temporaneamente estromesso dal Tar, quale Rup, responsabile unico del procedimento, del programma straordinario) parteciparono altre due cordate.

Una era costituita dall’accoppiata fra Webuild Italia (presieduta dall’ex responsabile del Piano Marco Rettighieri) e Fincantieri, l’altra dal Consorzio Stabile Eteria, newco creata alcuni mesi fa in vista del Pnrr da Lavori Vianini (Gruppo Caltagirone), Itinera (Gruppo Gavio) e dalla Icop della famiglia Petrucco (forte del ‘curriculum’ nei lavori marittimi, fra cui da ultimo la Piattaforma Logistica di Trieste).

Entrambe le cordate hanno negato di aver impugnato l’aggiudicazione. Incerte, naturalmente, anche le motivazioni dell’impugnazione. Da Palazzo San Giorgio continuano a non arrivare risposte alle più volte reiterate domande che il verbale di aggiudicazione oggi impugnato solleva.

Oltre a contenere svariate pagine di omissis (cosa irrituale per un documento che è pubblicato per ragioni di trasparenza), gli interrogativi riguardano le cosiddette aree di cantiere. Fra le migliorie proposte dall’aggiudicataria, determinanti per selezionarne l’offerta, c’è la “messa a disposizione di n.2 aree private all’interno del Porto di Genova (Ponte San Giorgio e Ponte Ex Idroscalo), con disponibilità esclusiva, per tutta la durata dell’appalto”. Un servizio che l’appaltatore ‘offre’ all’appaltante, risolvendogli una discreta problematica: fin dalla progettazione preliminare avviata nella primavera 2021, emerge infatti (come da ultimo testimonia la procedura di Via inserendo il tema fra le criticità principali del progetto) che non è facile trovare gli spazi, oltre 20mila mq, necessari a a ospitare per cinque anni mezzi, materiali, lavorazioni parziali e materiali di risulta del progetto.

L’aggiudicataria avrebbe una soluzione ma come detto dall’AdSP non sono ancora pervenuti chiarimenti sulle contraddizioni che essa solleva: di quali aree esattamente si tratta? Quelle su ex Idroscalo comprendono quelle assentite in concessione a Spinelli a maggio, quando già era noto il problema delle aree di cantiere? E quelle su Ponte San Giorgio, che è tutto in concessione a Terminal Rinfuse Genova (controllato da Spinelli), sono effettivamente in uso a quest’ultima società? Perché non si fa menzione della cosa nella procedura di rinnovo della sua concessione, chiusa fra novembre e dicembre?

A.M.

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