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Finisce sotto attacco l’espansione dei moli di Portoferraio

Legambiente e Italia Nostra chiedono all’Adsp toscana di annullare gli Adeguamenti tecnico funzionali pensati per ampliare la ricettività dei traghetti

di Redazione SHIPPING ITALY
22 Febbraio 2022
Stampa
Moby – Toremar traghetti Portoferraio

La presidente di Legambiente Arcipelago Toscano Maria Frangioni e il presidente di Italia Nostra Arcipelago Toscano, Leonardo Preziosi, hanno inviato alla Autorità del Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Csllpp), al Comune di Portoferraio, a Soprintendenza e Regione Toscana alcune osservazioni sull’Adeguamento tecnico funzionale al Piano Regolatore Portuale vigente del Porto di Portoferraio, chiedendo all’ente portuale di sospendere ed annullare in autotutela il procedimento e di pianificare insieme al Comune di Portoferraio le attività di studio e realizzazione del nuovo Piano Regolatore Portuale.

Come da immagine più in basso, l’Adsp ha elaborato un Atf che, con un investimento di circa 6 milioni di euro, prevede l’allungamento a 180 metri della banchina Alto Fondale con allineamento della Calata Depositi e conseguente ricavo di 1.500 mq di piazzali, e l’ampliamento della radice del Pontile 1, da cui ottenere 1.600 mq di piazzali.

Quest’ultimo intervento sarebbe propedeutico ad un altro, già autorizzato nel 2007 ma non realizzato, per l’allungamento del Pontile 1 ed è mirato a guadagnare “ulteriori spazi che permettano un’agevole procedura di sbarco e imbarco dei nuovi traghetti. Tali aree devono garantire degli spazi minimi per garantire gli incolonnamenti dei veicoli prima dell’imbarco senza andare ad interferire con il traffico locale”. L’allungamento dell’Alto Fondale invece garantirebbe “l’accosto dei nuovi traghetti di lunghezza fino a 170 m nel porto di Portoferraio”.

Le due associazioni ambientaliste contestano però la legittimità della procedura, evidenziando come i due interventi fossero già stati inseriti nell’Atf del 2007 parzialmente approvato, ma bocciati dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici perché in entrambi i casi sarebbe stata necessaria una variante al Prp. Per quanto riguarda l’Alto Fondale, il cui allungamento nel 2007 era stato pensato per le navi da crociera, “si avrebbe una modifica della destinazione d’uso del banchinamento” – si legge nei documenti del Csllpp del 2007 ripresi dalle due associazioni – modifica che “richiederebbe l’attivazione di una procedura di variante di Prp”. Analogamente per la radice di Pontile 1 il Csllpp riteneva come “la destinazione d’uso di tale banchina, che raddoppiando la sua lunghezza diventerebbe importante per il porto, non possa essere lasciata indeterminata, ma debba essere definita nell’ambito di una variante di Prp”.

Dal momento che, pur essendo cambiate le finalità, come nel 2007 resta l’intenzione di Adsp (allora rigettata) di modificare la destinazione delle banchine in questione, Legambiente e Italia Nostra invitano l’ente ad avviare un intervento più strutturato di riscrittura del Prp, risalente al 1958 (anche se significativamente aggiornato nel 1968).

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