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Ddl Concorrenza, ritornano scambio di manodopera portuale e autoproduzione

Fra gli emendamenti proposti grande confusione sull’attribuzione della responsabilità della redazione del regolamento concessioni. Proposta la cancellazione de facto della nuova Authority dedicata ai servizi tecnico-nautici voluta da Giovannini

di Redazione SHIPPING ITALY
30 Marzo 2022
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Dopo il ciclo di audizioni svolto a febbraio, la decima commissione del Senato sta provvedendo al deposito degli emendamenti al Ddl Concorrenza presentato dal Governo.

Com’era prevedibile numerosi sono quelli dedicati all’articolo 3, col quale si riscrive l’articolo 18 della legge portuale 84/94 sulle concessioni portuali. Particolare agitazione hanno già provocato nel mondo sindacale alcuni emendamenti analoghi proposti da partiti di destra e centrodestra in base ai quali si sopprimerebbe il divieto di “scambio di manodopera tra le diverse aree demaniali date in concessione alla stessa impresa o a soggetti comunque alla stessa riconducibili”. Il riferimento è alla norma del Ddl che cancella il divieto di cumulo di concessioni in capo al medesimo soggetto nello stesso porto e per la stessa merceologia, ma esplicitando appunto l’impossibilità di scambiare il personale fra l’una e l’altra concessione. A proporre la deregulation Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia (in due versioni, una più soft con valutazione della commissione consultiva) e Italia Viva.

Il partito di Matteo Renzi è l’unico a raccogliere anche l’appello del mondo armatoriale per cancellare almeno in parte il divieto di autoproduzione delle operazioni portuali blindato dal Dl Rilancio: la pratica, in caso di approvazione dell’emendamento, sarebbe consentita per le “navi di linea, adibite al trasporto pubblico locale marittimo intraregionale o che effettuano tratte inferiori a 100 miglia”.

Grande attenzione, poi, al tema centrale dell’emendamento, vale a dire il contenuto delle concessioni. Il Ddl del Governo ha cancellato la previsione della Legge 84/94, ignorata per 28 anni, della necessità dell’emanazione da parte dei Ministeri competenti (Infrastrutture ed Economia) di apposito regolamento per la definizione dei criteri generali di rilascio e disciplina dei rapporti concessori, e ha tracciato un quadro piuttosto generico, tanto da indurre l’Authority dei trasporti e l’Autorià nazionale anti corruzione a suggerire di attribuire loro la prerogativa di definire il dettaglio di tali schemi.

Suggerimenti raccolti in modo variegato. Per la Lega e Forza Italia occorrono “linee guida deliberate dall’Autorità per la regolazione dei trasporti” o che sia Art a “definire gli schemi di concessione da inserire negli avvisi”, mentre per FdI devono nuovamente essere Mims e Mef a “uniformare la disciplina per il rilascio delle concessioni” con apposito decreto. Per il Movimento 5 Stelle deve invece essere Anac ad “adottare bandi tipo relativi alle procedure di affidamento delle concessioni”, mentre il Pd ha proposto ecumenicamente emendamenti per tutti i gusti: lo stesso senatore, Francesco Giacobbe, con tre emendamenti diversi propone Anac, poi il Mims, poi Art, mentre l’ex sottosegretario Salvatore Margiotta sostiene il ruolo ministeriale.

Sempre sul tema concessioni, FdI e Pd sono per il reinserimento, nell’articolo 18, della possibilità per le Autorità portuali (stralciata dal Ddl), di sottoscrivere accordi sostitutivi delle concessioni (fattispecie utilizzata perlopiù per accelerare l’affidamento delle aree ai terminalisti), mentre sul cumulo delle concessioni vanno segnalati due emendamenti: quello di Leu che propone di re-istituire il divieto di cumulo e quello del M5S che vorrebbe che l’Agcm definisse “per aree omogenee di mercato, il limite di cumulo delle imprese concessionarie al fine di limitare possibili regimi di oligopolio e monopolio”. Lega, Forza Italia e Pd, infine, raccolgono con tre emendamenti analoghi l’appello di Art di rimediare all’iniziativa del Ministro Enrico Giovannini di creare un’Authority dei Trasporti dipendente in seno al Mims riservata ai servizi tecnico-nautici.

A.M.

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