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Il Governo riserva 900 milioni extra per diga di Genova e altre opere portuali

Le risorse a copertura degli extracosti delle infrastrutture del Fondo Complementare al Pnrr verranno da tagli a sanità, istruzione e transizione ecologica. La Mattina (componente del comitato di gestione Adsp Mlo) frena sul riempimento di calata Concenter

di Andrea Moizo
5 Agosto 2022
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Diga fase a

Dopo i 7,5 miliardi di euro che col primo Decreto Aiuti il Governo ha stanziato per coprire i cosiddetti extracosti delle opere finanziate col Pnrr o col Fondo Complementare al Pnrr, nel secondo Decreto Aiuti l’esecutivo ha inserito una previsione ad hoc per queste ultime.

Malgrado lo stanziamento del Dl Aiuti 1 fosse riservato alle opere avviate fra il 17 maggio scorso e fine anno per le quali le risorse disponibili non fossero bastate a coprire gli aggiornamenti dei prezziari regionali agli aumenti del prezzo delle materie prime registrati nei mesi scorsi, la platea (che comprendeva poi un’altra serie di investimenti puntualmente elencati, fra cui ad esempio le Olimpiadi di Milano-Cortina) era comunque evidentemente abbastanza ampia da rischiare che il plafond non fosse sufficiente per le opere finanziate dal Fondo Complementare.

Fra esse la più rilevante fra quelle che hanno registrato problematiche di capienza è, come noto, la nuova diga foranea di Genova. Il commissario Paolo Emilio Signorini (presidente della locale Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, stazione appaltante) anche in audizione in Comune ha ricordato in merito come le offerte ricevute dalle due cordate interessate ‘non modifichino le condizioni iniziali dell’appalto’ (rispettino cioè il quadro economico di 950 milioni di euro) – la formula che garantisce il rispetto dell’articolo 32 della Direttiva Ue 24/2014 disciplinante la negoziazione privata a cui Adsp s’è avviata –, ma ha spiegato come i due candidati puntino a rivedere le clausole relative agli aggiornamenti dei prezzi delle materie prime.

Esattamente ciò su cui il Governo è intervenuto col Dl Aiuti bis approvato ieri (sempre che siano confermate le bozze in circolazione: anche questo esecutivo approva testi che poi non diffonde). L’articolo 33, infatti, prevede proprio lo stanziamento di 1,3 miliardi riservato per 400 milioni alle Olimpiadi Milano-Cortina e per 900 alle opere finanziate dal Fondo Complementare che siano “avviate” (di cui sia cioè stata aggiudicata la realizzazione) fra l’entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre. Una circoscrizione del perimetro che sembra fatta apposta per garantire anche la copertura dei 2-300 milioni di euro di extracosti stimati ufficiosamente per la diga (oltre che di eventuali gap che dovessero emergere sugli altri appalti portuali rientranti nel cerchio: fra questi ad esempio  l’impianto di trattamento dei fanghi dell’Adsp di Ravenna, il terminal crociere di La Spezia o i lavori previsti a Palermo e Trapani).

C’è però un’altra differenza rispetto al ‘piatto’ del Dl Aiuti 1. Se in quel caso i 7,5 miliardi sono stati reperiti prevedendo l’emissione di debito, questa volta si farà ricorso al taglio di alcuni fondi generici e soprattutto al prelievo dagli accantonamenti destinati ai singoli ministeri: i più sacrificati saranno Istruzione (85 milioni di euro), Transizione Ecologica (85 milioni), Università (60 milioni) e Salute (60 milioni).

Restando a Genova, intanto, è emersa stamane una significativa ‘retromarcia’ in merito all’aggiornamento del Piano Straordinario delle opere portuali dell’Adsp approvato dal Comitato di gestione venerdì scorso. Con riferimento alle vigenti prescrizioni ministeriali che impediscono l’interramento di Calata Concenter (uno dei lavori aggiunti al Piano) e il cui superamento è il motivo stesso dell’inserimento del tombamento nel Piano, infatti, il membro di Comitato Andrea La Mattina ha dichiarato a Il Secolo Xix che l’intervento resta “al momento un’ipotesi”, per la quale occorrerà l’autorizzazione della Soprintendenza (che la negò in sede di Via). Adsp non ha voluto commentare le parole di La Mattina.

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