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Per la Piattaforma Europa di Livorno è salpata la Via

Sbloccata la procedura rallentata dall’adeguamento tecnico funzionale, ecco il nuovo layout. Il costo lievita a 412 milioni (salvo caro materiali), mentre il ritardo potrebbe essere recuperato

di Andrea Moizo
22 Dicembre 2022
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Da dieci mesi in sospeso, si è sbloccata la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale della Piattaforma Europa di Livorno: gli elaborati del progetto definitivo e lo studio di impatto ambientale sono stati pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e ci sarà tempo fino al 22 febbraio per depositare osservazioni.

La corposa documentazione conferma quanto spiegato tre mesi fa da SHIPPINGITALY. Aggiudicati progettazione esecutiva e lavori sulla base di un progetto definitivo semplificato, una successiva campagna di caratterizzazione ambientale condotta quest’anno ha fatto emergere l’impossibilità di utilizzare a ripascimento una corposa quantità dei fanghi da scavare. Così si è reso necessario prevedere l’ampliamento delle colmate, attraverso un Adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore portuale, “il quale – si legge nella relazione dei progettisti (F&M, Royal HaskoningDHV, HS Marine, G&T) – ha previsto un significativo ampliamento dei piazzali portuali, e conseguentemente dei volumi di colmata, con spostamento verso Nord della nuova ‘Diga Nord’. Le opere previste dal progetto definitivo semplificato sono state oggetto di una serie di modifiche come conseguenza diretta e indiretta della modifica del layout e delle modalità di gestione dei sedimenti emerse alla luce della nuova caratterizzazione”.

In particolare, si legge in un’altra sezione del documento, “l’Atf introduce nuovi piazzali a servizio del terminal ro-ro e la rotazione dei pontili, che verranno orientati in modo ottimale sia nei confronti della direzione dei venti dominanti che delle manovre”, con una modifica al layout sintetizzata nell’immagine in pagina (a destra quello nuovo). “La nuova imboccatura portuale sarà costituita da un canale di accesso dragato a quota -17 metri s.m.m. e da due dighe foranee a protezione del bacino portuale. Un canale interno dragato a quota -16.00 metri s.m.m. permetterà di accedere al nuovo bacino portuale denominato Darsena Europa”, dotato di un cerchio di evoluzione di 800 metri di diametro, escavato anch’esso a -16 metri.

I lavori di dragaggio e la nuova imboccatura consentiranno l’accesso a pieno carico alle navi contenitori di portate ricomprese tra 12.000-16.000 Teu, ma, secondo quanto si spiega nella relazione, “con le modifiche introdotte è stato reso possibile anche l’ingresso delle più recenti navi portacontainer. Per l’ingresso di tali navi a pieno carico, tuttavia, sarà necessario portare successivamente i fondali a -18.0/-19.0”, previa naturalmente variante al Prp e individuazione di opportune sedi di riempimento.

La novità ha naturalmente impattato anche sul quadro economico dell’operazione, con un costo che passa da 377,4 milioni di euro a 413 destinati, come preventivato a settembre dal segretario generale Matteo Paroli, a ulteriori lievitazioni in ragione del caro materiali. Per contro parrebbero ridursi i tempi dei lavori (una volta concluso l’iter procedurale): il cronoprogramma inserito nella Via parla infatti di 56 mesi, un risparmio di un anno sui 68 inizialmente calcolati che compenserebbe all’incirca il ritardo fin qui accumulato per l’intoppo della caratterizzazione.

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