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Dalle Capitanerie di Porto un doppio passo verso una bandiera italiana più competitiva

Carlone ha annunciato la delega su alcuni controlli ad altre organizzazioni riconosciute e ha premiato Synergas come migliore società di gestione navale

di Nicola Capuzzo
19 Gennaio 2023
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La bandiera italiana si prepara a compiere un significativo passo avanti in termini di competitività e di snellimento delle procedure burocratiche. Accogliendo una richiesta che da anni viene regolarmente avanzata dalle associazioni di categoria degli armatori (Assarmatori e Confitarma) al Corpo delle Capitanerie di Porto, Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, in occasione del consueto incontro annuale con il cluster marittimo nazionale, ha annunciato la decisione di “delegare il certificato International Ship Security Certificate agli R.O. e questo vuol dire, appena saremo pronti con l’amministrazione centrale sulla Mlc 2006, entrambe le certificazioni passerebbero agli R.O.”. La sigla sta per Recognized Organizations e sono i registri navali (Rina, Abs, Bureau Veritas, China Classification Society, ClassNK, Dnv, Lloyd’s Register e Korean Register) già oggi autorizzati a effettuare ispezioni di sicurezza sulle navi.

“Poi però vi rimane il flag state inspection, non è che l’amministrazione vi abbandona” ha precisato l’ammiraglio Carlone. Aggiungendo, rivolgendosi agli armatori: “L’amministrazione vi guarda, vi pesa, vi mette in white, grey e black list, quindi se vi comportate bene noi ci comportiamo bene. Oggi il sistema vede l’amministrazione, l’armamento e il registro come un pacchetto unico della bandiera. Più siamo virtuosi insieme e più lo siamo in giro per il mondo. È un interesse di tutti poter operare correttamente”.

Una novità che contribuirà a ridurre un gap competitivo che nel recente passato era stata quantificata in un range compreso fra 40 e 100mila euro per nave di costi burocratici evitabili (lavoro marittimo, pratiche di bordo, regime amministrativo della nave, visite, rilascio/rinnovo dei certificati di sicurezza) rispetto alle altre bandiere comunitarie concorrenti. Una concorrenza che, con la recente estensione del Registro Internazionale Italiano delle navi alle altre bandiere europee, avrebbe (in assenza dei correttivi chiesti dagli armatori) innescato una fuga delle navi italiane verso altre bandiere estere.

Fortemente voluto dal Comando Generale delle Capitanerie di porto, amministrazione di riferimento per la marittimità nazionale, l’incontro annuale con il cluster marittimo nazionale “intende costituire un momento di confronto tra l’amministrazione marittima plurale, l’armamento nazionale e gli altri protagonisti del settore”. Punto di partenza dell’incontro, i risultati raggiunti nel 2022 in materia di sicurezza della navigazione e marittimità, per arrivare a discutere dei progetti e delle sfide imminenti e future che attendono il settore.

Nell’occasione l’ammiraglio Carlone ha anche consegneto il Flag state performances Award 2022, riconoscimento tributato alla società di gestione più virtuosa dell’anno, a Synergas, società armatoriale di proprietà di Mario Mattioli, presidente di Confitarma. “La nostra società Synergas oggi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di migliore società di gestione del 2022 dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto. Premiata dal Viceministro Edoardo Rixi, dall’Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone e dal Capo del VI reparto Luigi Giardino. Grande orgoglio, importante riconoscimento alla struttura e agli equipaggi della società e a tutto il Gruppo Cafima, gruppo italiano radicato al sud” sono state le parole di Mattioli commentando il riconoscimento ricevuto.

Ospite d’onore all’incontro è stato il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che ha chiesto al cluster unità e visione comune. “Quello che voglio condividere con voi oggi è una visione comune in cui il mare deve essere al centro. Noi ci prendiamo le responsabilità politiche, possiamo fare un’operazione di sintesi, ma è più facile se questa nasce dal cluster in maniera condivisa. L’ottica è che se il cluster è unito e c’è collaborazione tra pubblico e privato, il nostro paese può affrontare il mare tempestoso che abbiamo davanti e ottenere vantaggi competitivi per il momento in cui tornerà la calma”.

Rixi ha poi aggiunto: “Oggi ci sono sfide importanti. La prima è che abbiamo finalmente capito che siamo un paese senza materie prime e che dipende moltissimo da canali di comunicazione per poter sopravvivere a livello industriale come ormai siamo abituati a vivere. È fondamentale per noi avere aperte le linee marittime e la possibilità di una forte capacità del nostro naviglio e del sistema portuale”. Per Rixi “il cluster è da mantenere insieme, in un mondo in continuo cambiamento. Questo è un momento complicato, ma anche per questo crediamo in un atteggiamento di condivisione di scelte e visioni. Ci dovrà essere una forte connessione tra l’armamento, le sue prospettive e quello che lo Stato può mettere sul campo”. Il viceministro ha inoltre auspicato un cambio di passo anche nell’ottica di “semplificazioni di carattere normativo” e il potenziamento del “numero direzioni che si occupano del mare” presso il suo dicastero.

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