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Economia

Il Propeller di Genova entra in Ucraina nel porto di Odessa

Il collegamento video con l’avvocato marittimista Nitsevych è stato uno dei momenti clou dell’ultima conviviale dedicata ai rischi di guerra e sociopolitici nello shipping

di Redazione SHIPPING ITALY
25 Gennaio 2023
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Propeller Club – port of Genoa (2)

Genova – Geopolitica e shipping sono stati i temi al centro dell’ultima conviviale organizzata dal Propeller Club port of Genoa insieme a Siat Assicurazioni e alla quale hanno preso parte Arthur Nitsevych dello Studio legale Interlegal (in collegamento video da Odessa), Guglielmo Camera (Studio Legale Camera Vernetti), Carlo Palleschi (CeSI Centro Studi Internazionali) e Flavio Riolfo (Siat).

Particolarmente toccante l’intervento di Nitsevych che, oltre ad aver rappresentato momenti di vita professionale e privata immersi in un conflitto militare, ha spiegato che attualmente in Ucraina ci sono 3 scali marittimi attivi grazie all’accordo noto come grain shipping corridor (Black Sea Grain Initiative). “Il trasporto marittimo sta andando avanti, ogni giorno abbiamo navi che arrivano e ripartono. Due colleghi avvocati del nostro studio sono stati chiamati alle armi e da un anno si trovano a combattere al fronte” ha testimoniato il professionista di Interlegal segnalando però criticità che creano code e attese nel regolare flusso di trasporto di rinfuse nel corridoio del grano.

Nella sua presentazione della serata Luca Florenzano, marine claims manager di Siat, ha sottolineato come il conflitto russo-ucraino abbia messo fortemente in discussione l’economia, gli scambi internazionali e i flussi di investimento in uno scenario già fortemente provato dalla pandemia con conseguenze che si sono riverberate anche sul settore dello shipping nazionale ed internazionale. Da qui l’idea di organizzare al Propeller Club genovese un incontro per meglio comprendere le dinamiche attuali partendo dagli effetti già osservati.

L’analisi macroeconomica e geopolitica del presente e del futuro prossimo è stata affidata a Carlo Palleschi, analista responsabile del Desk Geoeconomia, secondo il quale “la guerra in Ucraina è stata uno spartiacque” che ha portato “a una polarizzazione fra Occidente e resto del mondo”. Il risultato evidente è stata una corsa a una “diversificazione energetica (il piano REPowerEU), dei provider ma anche delle fonti”, intendendo con ciò mix diversificato per tipologie delle fonti energetiche.

“I rischi di affidarsi a un unico provider energetico erano già emersi in passato sia con la Russia che con la Libia” ha ricordato Palleschi, precisando che ora “il baricentro energetico si sta spostando dalla Russia verso il Mediteraneo (Algeria, Egitto, Israele e Libano per sfruttamento di giacimenti di gas)”. Si sta dunque assistendo a una riapertura dello scacchiere Mediteraneo che diventa un hub energetico, così come particolare attenzione va riposta nell’Africa subsahariana, in particolare Mozambico (Paese anch’esso ricco di gas anche se ci sono problemi di sicurezza). “L’Africa è il punto d’incontro fra diversificazione energetica e di fonti, perché è un continente ricco di gas ma anche di materiali critici” è stata la sintesi di Palleschi, che invita a guardare anche a nuovi investimenti che si aprono per le energie rinnovabili così come all’Africa Continental Fruit Trade area che offrirà grandi potenzialità.

L’avvocato Guglielmo Camera ha approfondito durante il suo intervento il delicato tema delle sanzioni internazionali che possono colpire le aziende. “Manca in Italia la sanction culture” ha sottolineato il legale, aggiungendo che “per molti grandi gruppi, tanto più se quotati, essere colpiti da sanzioni può rappresentare un notevole danno reputazionale con tutto ciò che ne consegue in termine di perdita di credibilità di fronte agli investitori”.

Camera ha quindi dettagliatamente illustrato cosa sia e come funzioni il sanctions compliance program (Scp) che tutte le aziende dovrebbero adottare per poter sostenere di aver agito con la massima diligenza possibile nei rapporti di business con le proprie controparti.

I lavori si sono conclusi con l’intervento di Flavio Riolfo (Siat) e un’illustrazione su come funzionano le coperture assicurative dei rischi guerra nel mercato delle polizze Corpi e macchine nel navale. Una materia resa ancora più complicata dagli eventi degli ultimi due anni e che pone le compagnie assicurative di fronte a valutazioni attente: “Le coperture sui rischi guerra – ha spiegato Riolfo – sono tradizionalmente profittevoli ma per loro natura estremamente sbilanciate e necessitano quindi di un’adeguata riassicurazione”.

 

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