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Economia

Nel 2022 in Italia 9,3 milioni di crocieristi e nel 2023 saranno oltre 12,4 milioni

Per il 2023 a guidare la classifica sarà Civitavecchia con 2,7 milioni  di passeggeri, Napoli con 1,5 milioni di passeggeri e Genova che ne dovrebbe accogliere 1,4 milioni. Nella top 10 ritorna anche Venezia

di REDAZIONE SUPER YACHT 24
2 Febbraio 2023
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Ritorno ai livelli pre-covid per quanto riguarda la stima del traffico crociere per il 2023 con un superamento dei 12,4 milioni di passeggeri grazie a quasi 5 mila toccate nave in più di 50 porti italiani con una variazione positiva sul 2022 del 33% per quanto riguarda i passeggeri accolti e del 2% per gli accosti. Queste in estrema sintesi le previsioni del rapporto di Risposte e Turismo sul settore crociere che includono anche la stima di risultati record per almeno 10 porti italiani a vocazione turistica.

Per quanto riguarda il consuntivo del 2022 la società di ricerca e consulenza per la macroindustria turistica riporta una variazione positiva del 257% rispetto al 2021 nel traffico passeggeri e del 220% negli accosti. Complessivamente i passeggeri accolti lo scorso anno sono stati 9,3 milioni con quasi 4.900 toccate nave in 57 porti. Il 23% del traffico totale è stato registrato a Civitavecchia, primo porto nazionale (+3% 2023/2019), Napoli  (+11%), Genova (+2%), Palermo (+21%), La Spezia (+16%), Messina (+40%).

Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, ha sottolineato che “l’industria  crocieristica ha reagito ad avversità che ne hanno minato i risultati, riuscendo, in Italia e non solo, a  colmare il gap generatosi nel 2020 più velocemente di quanto fatto da altri prodotti turistici. Un risultato che certamente poggia sull’elevata fiducia verso la crociera mostrata da un ampio bacino  di domanda rappresentato dai repeater, ma frutto anche dei continui e ingenti sforzi prodotti dalle  compagnie – e con esse anche dai porti e da altri fornitori inseriti nella filiera – per innovare  costantemente, non solo per adeguarsi a vincoli e protocolli entrati in vigore negli ultimi anni ma anche  per presentare alla domanda soluzioni di vacanza sempre più attente a rispettare le esigenze e le  sensibilità dei clienti”.

Positive dunque le previsioni per il 2023 che in diversi porti vedranno risultati record. La prospettiva di crescita è legata principalmente a un più alto tasso di riempimento delle navi, grazie all’annullamento dei protocolli sanitari che avevano limitato l’affluenza nello scorso triennio e alla piena operatività delle flotte delle compagnie crocieristiche con maggiore possibilità di  scelta tra gli itinerari e i porti di scalo.

La ripresa del settore, avviata nel 2021 a seguito dello stop del 2020, ha visto una decisa accelerazione nella seconda metà del 2022.

Per il 2023 tra i porti italiani, a guidare la classifica ci sarà Civitavecchia con 2,7 milioni  di passeggeri (+26% 2023/2022), Napoli con 1,5 milioni di passeggeri (+31%) e Genova che  ne dovrebbe accogliere 1,4 milioni (+27%). Nella top 10 ritorna Venezia, in base a una  previsione di circa 600.000 passeggeri, segnando +148% rispetto al 2022. I tre principali porti della Liguria, Genova, Savona e La Spezia, saranno tra i primi 10 scali nazionali.  Sono 18 i porti che prevedono di accogliere oltre 100.000 passeggeri.

Estendendo la classifica ai porti del Mediterraneo: nel 2022 Barcellona è al primo posto con oltre 2,3 milioni di passeggeri, cui segue Civitavecchia, con 2,2 milioni. I due scali segnano una variazione compresa tra il 320 e il 325% per quanto riguarda il volume passeggeri rispetto al 2021. Il terzo posto è invece di Marsiglia, che ha accolto 1,4 milioni di passeggeri, seguito da Palma De Mallorca con 1,3 milioni. La top 20 dello scorso anno registra 9 porti italiani, contro 4 spagnoli e 3 greci, tutti con oltre 380.000 passeggeri.

Dettagliando per regioni italiane: nel 2022 tutte le regioni che hanno accolto traffico crocieristico nel 2022, escluso l’Abruzzo, hanno registrato valori superiori ai 20.000 passeggeri accolti con un  minimo di 20 accosti. La Liguria si conferma la prima regione crocieristica in Italia, pur con un distacco molto contenuto rispetto al Lazio: se la Liguria ha visto arrivare e transitare 2.180.000  crocieristi (+210%) nei propri porti con quasi 790 scali (+182%), il Lazio ne ha registrati  2.178.000 (+319%) con 835 scali (+199%). Il podio si completa con la Campania, che nel 2022 ha superato, di poco, le performance della Sicilia con 1,2 milioni di passeggeri e poco più di 700  scali. Le tre regioni hanno concentrato il 60% del traffico crocieristi e il 48% delle toccate nave.

Riguardo a home port e porti di transito: il 2022 ha Civitavecchia al primo posto per  passeggeri imbarcati e sbarcati pari a oltre 1 milione. Segue Genova, con una diminuzione di operazioni di homeport pari a 420.000 crocieristi (il 39% del totale). Napoli, secondo porto per traffico passeggeri, ha accolto invece circa 175.000 crocieristi home in/out. Terzo home port nazionale del 2022 è Trieste con oltre 300.000 passeggeri imbarcati  e sbarcati. In totale, i primi tre porti per home in/out hanno concentrato il 57% degli imbarchi  sbarchi. Considerando la quota percentuale degli homeport sul totale del traffico, Chioggia registra la quota più alta con il 90%, seguito da Venezia con l’83% e Ravenna con l’80%. Riguardo i passeggeri in transito al primo posto Civitavecchia con oltre 1,1 milioni di crocieristi, seguito da Napoli (quasi 1 milione) e Genova (660.000 passeggeri).

“Il 2023 si apre con un fermento diffuso tra tutti i porti italiani per quanto riguarda l’attesa di navi e  passeggeri. Una attesa – conclude Francesco di Cesare – che riguarderà anche i territori, le  destinazioni, che vedranno in questo segmento di turisti una parte comunque rilevante – chi più chi meno  a seconda dei casi – dei propri visitatori. C’è dunque da raccomandare sempre più la massima  integrazione di questa forma di turismo nelle politiche di destination management territoriale, facendo  tesoro di uno dei grandi vantaggi che questo fenomeno presenta rispetto ad altri, e cioè la possibilità  di conoscere con anticipo, anche notevole, i numeri e la tempistica di chi arriva. Quando si tratta di programmare, tale caratteristica è decisamente favorevole, e non resta dunque che ricordare a chi  amministra i territori come tale forma di turismo possa essere opportunamente gestita e valorizzata.”

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