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Ecco il nuovo porto di Genova disegnato dal sindaco-commissario

Nella proposta di nuovo Piano regolatore portuale espansione a ponente per Pra’, spostamento di porto petroli e riparazioni, riempimenti a Sampierdarena

di Andrea Moizo
16 Marzo 2023
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Comincia a prendere forma il nuovo Piano Regolatore Portuale del porto di Genova.

Per quanto l’Autorità di Sistema Portuale sia l’ente preposto alla sua redazione e abbia già bandito e aggiudicato un appalto da 1,6 milioni di euro per farsi coadiuvare da una cordata di specialisti in varie materie, il rendering sul futuro porto di Pra’ che pubblichiamo in pagina è stato predisposto dalla Struttura commissariale del commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi, il sindaco Marco Bucci.

È stata infatti la struttura a convocare e organizzare le prime riunioni sulla redazione del Piano, sotto la guida dello stesso Bucci e del consulente Carlo Puri Negri, presidente del fondo d’investimento immobiliare Blue Sgr e titolare dell’incarico di “project director per l’elaborazione e realizzazione di progetti speciali nel campo delle infrastrutture ed urbanistico”, incarico in realtà scaduto a maggio 2022 e conferito non dalla Struttura, ma dal Comune di Genova, che non ha chiarito il titolo della partecipazione del manager. Anche l’Adsp non ha chiarito su quali basi giuridiche abbia preso forma questo irrituale percorso di pianfiicazione portuale imposto dal commissario.

Secondo quanto appreso da SHIPPING ITALY l’idea cui Palazzo San Giorgio lavorerà prevede i seguenti cardini, emersi in tali incontri e rappresentati in parte sulla summenzionata cartina.

Gli approdi del porto petroli saranno spostati da Multedo e trasferiti (in una conformazione con accosti multipli poppa-prua) su una nuova diga foranea da realizzarsi a sud di quella esistente di fronte al bacino di Pra’-Voltri. Quest’ultimo sarà condiviso con quello che, stante al rendering, potrebbe diventare uno dei maggiori terminal container del Mediterraneo occidentale: a ponente dell’attuale Psa Pra’ si prevede infatti un riempimento, a spanne compreso fra 300mila e i 400mila mq (la nuova banchina del rendering sarebbe superiore ai 900 metri), anch’esso da dedicarsi appunto al traffico container.

Il porto petroli di Multedo sarà smantellato e l’area verrà destinata a ospitare parte di quella del bacino storico oggi dedicata alle riparazioni navali, che dovrebbero poter contare sul nuovo maxibacino che lo Stato sta realizzando nello stabilimento oggi in concessione a Fincantieri e la cui aggiudicazione dovrebbe avvenire a mezzo gara. A trasferirsi dovrebbero essere in particolare le attività presenti sulla Banchina Industriale, a partire dal cantiere navale T. Mariotti (e con l’eccezione dell’area del cantiere Amico & Co.).

Per quell’area le carte presentate dalla Struttura commissariale del sindaco Bucci prevedono una sorta di sdemanializzazione/co-pianificazione congiunta fra Comune e Adsp, al fine di modificarne almeno in parte la destinazione e proseguire l’operazione immobiliare promossa dal Comune per il nuovo Waterfront di Levante. Nessuno spostamento previsto invece per i bacini di carenaggio né modifiche per la destinazione portuale di Calata Gadda e degli edifici ivi presenti (in primis quello delle ex lavanderie industriali).

Quanto al bacino di Sampierdarena, detto che il Prp disegnato dal sindaco-commissario dà per fatti sia la nuova diga foranea che il tunnel subportuale (e lo spostamento dei depositi chimici a Ponte Somalia), si prevedono i riempimenti delle calate Concenter e Giaccone (oggi esclusi dal Prp vigente su espressa indicazione del Ministero della Cultura che si ritiene quindi di poter ribaltare) e la riprofilazione e l’allungamento dei ponti Eritrea ed Etiopia nonché di Ponte Rubattino e Calata Bettolo. Non prevista, almeno per ora, la modifica della destinazione d’uso del terminal Sech, sebbene l’ampliamento di Pra’ potrebbe preludere a un accorpamento delle aree in concessione a Psa e a una conversione di Calata Sanità al traffico traghetti e crociere.

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