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Sul trasferimento dei depositi di Superba a Ponte Somalia (Genova) pubblicate le osservazioni ambientali di Comune e Regione

Alcuni uffici di Comune di Genova e Regione Liguria evidenziano la necessità di approfondimenti sul progetto sul quale si attende la decisione o meno di assoggettabilità a Via

di Redazione SHIPPING ITALY
12 Luglio 2023
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Campostano-group-forest-03 – ponte Somalia

Aperta dall’inizio dell’anno, la procedura di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale relativa al progetto di Superba di trasferire da Multedo al bacino di Sampierdarena i depositi chimici gestiti nel porto di Genova potrebbe essere a un punto di svolta.

Dalla più recente documentazione pubblicata dalla direzione regionale competente per l’iter, infatti, emerge come tre uffici della Direzione Ambiente (Ufficio Via – Vas) del Comune, alla richiesta di osservazioni, abbiano evidenziato alcune problematiche sulla documentazione prodotta dalla società del Gruppo Pir, anche dopo i vari passaggi integrativi intervenuti.

In particolare l’Ufficio Bonifiche della Direzione Ambiente del Comune ha rimarcato che “le integrazioni pervenute non risultano esaustive circa gli aspetti di rilevanza ambientale riguardanti la caratterizzazione ai sensi” del testo unico sull’ambiente, “per i quali le suddette integrazioni erano state richieste. Pertanto, in caso di assoggettamento alla Via, lo Studio di Impatto Ambientale (Sia) dovrà illustrare puntualmente gli impatti della delocalizzazione in oggetto sulla matrice suolo”.

Parte della stessa Direzione, poi, l’Ufficio Rifiuti, caldeggiando di fatto l’assoggettabilità, ha auspicato “che lo Studio di Impatto Ambientale (Sia) da sottoporre a Via contenga una valutazione degli impatti sulle matrici ambientali causati dalla gestione dei rifiuti sia in fase di cantiere, sia ante operam e post operam, con una stima delle quantità che tenga conto delle eventuali esclusioni dalla disciplina dei rifiuti”.

Nel caso la procedura non fosse assoggettata, sintetizzano i due uffici (che compongono l’Unità operativa Suolo della Direzione), sarebbe “comunque necessario specificare nella determinazione finale le prescrizioni necessarie per evitare o prevenire quelli che potrebbero altrimenti rappresentare impatti ambientali significativi e negativi causati dall’assenza di un piano di caratterizzazione sulla matrice suolo e degli elementi di valutazione progettuale inerenti alla gestione dei rifiuti sopra descritti”.

Netto è invece l’auspicio di assoggettamento alla Via espresso dall’Ufficio Aria della Direzione Ambiente che ritiene “che alcuni aspetti del progetto legati alla componente atmosferica possano rappresentare degli impatti ambientali significativi e negativi nell’intorno del sito in esame, in considerazione della vicinanza con attività produttive e civili abitazioni. È quindi parere dell’Ufficio che sia necessaria una più attenta valutazione dell’impatto delle emissioni nel caso in cui risulti impossibile l’utilizzo dell’elettrificazione delle banchine da parte delle navi. Pertanto, in caso di assoggettamento alla Via, lo Studio di Impatto Ambientale dovrà illustrare puntualmente gli impatti della delocalizzazione in oggetto sulla matrice suolo. La parte relativa alle emissioni di odori, sia quelli generati dai serbatoi sia quelli prodotti dalle navi attraccate, è in grado di provocare impatti significativi e negativi sull’ambiente circostante, ragione per cui la valutazione di tale aspetto, particolarmente complessa nel caso in questione, non può essere trattata con la dovuta adeguatezza, anche in termini di possibili mitigazioni o compensazioni, esclusivamente nella fase autorizzativa”.

Nulla osta invece, nell’ambito della medesima Direzione, dagli Uffici Acqua e Acustica, e dalla Direzione Mobilità e Trasporti, mentre la Direzione Urbanistica, riferito dell’ok dell’Ufficio Geologico, ha sospeso il parere sulla “valutazione sulla conformità edilizio/urbanistica degli interventi, da contestualizzarsi in una successiva fase procedimentale”.

La Direzione Ambiente ha inoltre ritenuto di pubblicare i pareri positivi espressi dai Municipi I e VII e quello negativo del Municipio II.

Sul fronte degli uffici regionali, per il Dipartimento Ambiente settore Assetto del Territorio “non si ravvisano impatti significativi e negativi sull’ambiente indotti dall’intervento in esame a condizione che si effettui un’attenta valutazione circa l’interferenza di alcune delle opere in progetto rispetto al tracciato del Fosso Promontorio, verifica “in capo al Settore Difesa del Suolo di Genova”.

Settore che ha però riscontrato numerose carenze documentali: “La documentazione integrativa non fornisce alcun elemento aggiuntivo utile alla valutazione dell’ammissibilità delle opere dal punto di vista autorizzativo, sia per quanto attiene agli aspetti di natura idraulica, sia agli aspetti di natura geologica”. Inoltre “permane non determinabile l’ammissibilità degli interventi rispetto al disposto normativo di cui al Regolamento Regionale n.3/2011, in quanto non sono state individuate le opere previste nella fascia di inedificabilità assoluta del rio Promontorio. Analogamente non è stato possibile determinare l’ammissibilità delle opere ai sensi dell’art. 8 delle Norme di Attuazione del Piano di bacino”. E “permane non noto lo stato di pericolosità dal punto di vista idraulico rispetto all’eventuale presenza di aree inondabili nel comparto di intervento, in quanto non è stato consegnato alcuno studio idraulico di dettaglio” così come “per quanto attiene all’assetto della linea ferroviaria, si evidenzia che non è stata effettuata valutazione della capacità strutturale dell’attuale tombinatura del Rio Promontorio a reggere eventuali nuovi carichi derivanti dall’attività in progetto”. Richiesta inoltre, per “l’autorizzazione delle opere la produzione di adeguata documentazione progettuale di carattere geologico”.

Il settore Parchi del Dipartimento Agricoltura non ha rilevato “potenziali pressioni o minacce”, mentre il Servizio Rifiuti del Dipartimento Ambiente si è limitato a un paio di prescrizioni sulla gestione dei materiali rinvenienti dalle previste demolizioni e dagli scavi previsti dal progetto.

Starà in conclusione al Settore Valutazioni di impatto ambientale della Regione Liguria soppesare quanto sopra ed esprimersi sull’assoggettabilità o meno alla Valutazione di impatto ambientale del trasferimento dei depositi costieri nel porto di Sampierdarena. Da tale espressione dipenderanno i tempi – e forse non solo considerato l’annunciato passaggio di proprietà di Terminal San Giorgio – del prosieguo dell’iter, fatti salvi naturalmente i ricorsi giudiziari pendenti contro l’operazione.

A.M.

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