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Adsp Venezia di nuovo nel mirino di Ancip e sindacato per l’articolo 17

Contestato duramente il bando di gara appena pubblicato, accusato di contenere “molteplici, gravi, violazioni di legge” e “carenze”. L’ente promette delucidazioni formali, ma non sospende la procedura

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
15 Ottobre 2024
Stampa
Lavoratori portuali

Volge nuovamente al tempestoso il barometro veneziano relativo alla gara per l’individuazione del fornitore di manodopera temporanea ex art.17, dopo la pubblicazione da parte della locale Autorità di sistema portuale del bando relativo a Marghera e l’imminente annuncio di quello di Chioggia.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno infatti criticato duramente il capitolato speciale di gara, ricordando all’Adsp “la vigenza dello stato di agitazione” e chiesto “un incontro urgente” per arrivare al “ripristino dei contenuti delle Linee Guida e di quanto previsto dalla normativa e dal Ccnl di riferimento, ventilando in caso di mancato riscontro “azioni di protesta contrattualmente e normativamente consentite”. Secondo quanto riferito da fonti sindacali (l’ente non ha rilasciato dichiarazioni sul tema), un primo colloquio svoltosi da remoto coi vertici dell’Adsp avrebbe visto questi ultimi rassicurare verbalmente i rappresentanti dei lavoratori: nessuna sospensione del bando, ma correzioni, nell’apposita sezione “chiarimenti”, a quelli che sono stati derubricati a misunderstanding interpretativi. La situazione è quindi in sospeso, in attesa delle promesse modifiche e del confronto delle segreterie locali con le nazionali e coi lavoratori.

In particolare i sindacati ritengono “inaccettabile la previsione relativa alla chiamata nominativa di singoli o più lavoratori direttamente da parte delle società utilizzatrici” così come “la palese volontà di ingerenza da parte di Adsp negli eventuali procedimenti disciplinari a carico dei lavoratori”, dal momento che sembrerebbe introdursi “una sorta di (illegittima) obbligatorietà di adozione di provvedimenti disciplinari i quali, come noto, possono essere comminati esclusivamente dal datore di lavoro in applicazione del Ccnl”.

Nel mirino anche il “blocco delle retribuzioni”, a rendere “di fatto impossibile per tutta la durata di validità del bando di gara ogni trattativa sindacale con l’impresa aggiudicataria”, “la mancanza di automatismo circa l’adeguamento in caso di aumento delle dinamiche contrattuali” e il “percorso di stabilizzazione degli interinali”, definito preoccupante in relazione alle modalità di impiego di tale categoria dato che prima di rivolgersi a tali lavoratori i due articoli 17 di Marghera e Chioggia dovranno prima verificare reciprocamente la disponibilità di lavoratori dell’altro.

Dura anche la posizione di Ancip, associazione di categoria cui appartiene l’incumbent Nuova Clp, che, in una nota all’Adsp e alle segreterie sindacali nazionali (anch’esse mossesi presso l’ente portuale), ha parlato di “molteplici, gravi, violazioni di legge” e “carenze”, auspicando che Adsp “voglia, nel rispetto delle proprie prerogative, emendare i suddetti gravi vizi”.

L’associazione delle compagnie portuali ha evidenziato le medesime criticità richiamate dalle organizzazioni dei lavoratori, definendo inoltre “illegittima” la “possibilità di procedere eventualmente alla chiamata oraria dei lavoratori avviati” e denunciando “l’omissione” di “quanto espressamente previsto ex art. 17, comma 15 bis, della legge 84/1994 con specifico riferimento, per quel che interessa in questa sede, all’aggiornamento e alla formazione professionale, così precludendo illegittimamente allo stesso aggiudicatario di godere dei ridetti contributi previsti ex lege”, nonché “l’assoluta superficialità, e la manifesta insufficienza, di Autorità di Sistema in indirizzo nell’identificare gli obblighi afferenti un contesto fondamentale quale la sicurezza sul lavoro” e “la mancata promulgazione del relativo regolamento per la fornitura di lavoro portuale temporaneo”.

In generale Ancip “ritiene del tutto illegittimo e contrario alle vigenti norme di legge” la concezione di Adsp del rapporto con l’articolo 17, riassumibile in un “preteso assoluto preventivo controllo del soggetto autorizzato”.

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