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AGGIORNATO

Dal Cipess via libera a 206 milioni di euro per il futuro Molo VIII di Trieste

Promessi a febbraio, dei fondi s’era finora persa traccia tanto che l’Adsp non li aveva inseriti nel bilancio previsionale 2025

di Andrea Moizo
7 Novembre 2024
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Molo VIII Asc rendering

Dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) è arrivato un ok ai fondi promessi nei mesi scorsi al porto di Trieste per il secondo terminal container dello scalo oltre al Molo VII.

Ad annunciarlo in una nota è stato il deputato e vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi. “Via libera al Cipess – si legge nell’annuncio – per la realizzazione della Fase 1 del Molo VIII nel Porto di Trieste con l’assegnazione di 206 milioni di euro dal Fondo per le infrastrutture portuali. Grazie alla sua integrazione con la ferrovia, il Molo VIII aumenterà la capacità di movimentazione delle merci e favorirà lo sviluppo del porto di Trieste, contribuendo a un miglioramento economico e ambientale del territorio rinforzando il ruolo dell’Italia come area portuale di interesse europeo”.

Approvato da una settimana, il bilancio di previsione 2025 dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale dovrà dunqe essere presto modificato. Nè nel documento, infatti, nè nell’accluso piano triennale dei lavori pubblici 2025-2027 v’era traccia di questi 207 milioni promessi a febbraio dal Governo ad integrare un finanziamento privato di 109 milioni di euro per la realizzazione del Molo VIII di Trieste, nuovo e avveniristico terminal container dello scalo.

Al di là delle circonlocuzioni estive di Vittorio Torbianelli, commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale, il percorso sembrerebbe non essere stato del tutto liscio e la ‘dimenticanza’ totale dell’Adsp parrebbe testimoniarlo (di norma le opere programmate vengono inserite anche quando il finanziamento è in via di formalizzazione), dopo gli annunci ufficiosi ma roboanti e i ringraziamenti ufficiali della Regione Friuli Venezia Giulia al Governo.

Il Governo, però, ha come detto rassicurato sul finanziamento, anche se qualcosa probabilmente andrà aggiustato rispetto alle previsioni, dato che i primi 55 milioni sarebbero dovuti arrivare già entro quest’anno e il primo modulo operativo esser pronto nel 2026, mentre il decreto di ripartizione non è ancora andato in Gazzetta Ufficiale e il progetto è ancora nel pieno dell’iter autorizzativo al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (dove lo ha invece concluso nei mesi scorsi il suo fronte terra, intervento completamente a carico della finanza pubblica in quota fondo complementare al Pnrr).

Non resta che aspettare la pubblicazione del decreto, che rivelerà anche i beneficiari delle risorse residue, dato che i 207 milioni di Trieste provengono dai 355 milioni di euro che la Legge di bilancio dell’anno scorso aveva stanziato per rifinanziare un “Fondo per le infrastrutture portuali” istituito nel 2010.

Il via libera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (Cipess) per il finanziamento di 206,9 milioni di euro per la fase 1 della costruzione del futuro Molo VIII del porto di Trieste è, secondo il commissario straordinario dei porti di Trieste e Monfalcone Vittorio Torbianelli, “un passaggio di grande valore per il nostro porto”.

“In questo momento – continua Torbianelli – un ringraziamento va al Governo, nelle persone del ministro Salvini e del vice ministro Rixi oltre al presidente della Regione FVG Fedriga e a tutte le autorità locali che hanno supportato il risultato. Un pensiero di gratitudine va anche a Zeno D’Agostino e a chi ormai diversi anni fa aveva lanciato un piano regolatore proiettato al futuro, creando le premesse affinché potesse accadere tutto questo.” Torbianelli rimarca inoltre il valore di “un progetto che, dopo quelli del PNC/PNRR, vede il nostro sistema portuale ulteriormente riconosciuto da parte del Governo come area strategica per lo sviluppo del ruolo dell’Italia nel contesto della portualità europea, valorizzando il modello Trieste basato sui concetti di collaborazione fra pubblico e privato, di piena integrazione sostenibile fra mare e sistema ferroviario/intermodale”.

Una nota della port authority ricorda che in data 31.07.2023 le società Icop S.p.A., Hhla Plt Italy s.r.l. e Logistica Giuliana S.r.l. avevano inviato all’Autorità di Sistema Portuale una proposta di partenariato pubblico privato (PPP) per la realizzazione di un terminale marittimo contenitori nello scalo giuliano, richiedendo, al contempo, una dichiarazione di interesse pubblico per l’opera.

Il piano di fattibilità tecnico-economica presentato dal proponente, nella prima fase del Molo VIII prevede un grande nuovo terminal dedicato alle merci containerizzate (già programmato dal Piano Regolatore Portuale vigente approvato nel 2016), la cui realizzazione costituisce il principale obiettivo di crescita del porto di Trieste, in quanto opera funzionale a garantire lo sviluppo dei traffici e in grado di servire un’importante ambito dell’Europa centro-orientale.

Il progetto è stato concepito per consentire la futura crescita del terminal, costituendo una fase preparatoria per il raggiungimento della globale infrastruttura marittima del Molo VIII, con una capacità totale di 1,6 milioni di TEU/anno, svolgendo così un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’accesso marittimo all’Europa del Sud.

Il PPP presuppone la stipula di un contratto a lungo termine che assume un costo dell’intervento di 315 milioni di euro, di cui 206,9 mln coperti dalla parte pubblica e la quota rimanente dalla parte privata.

Nella riunione di ieri il CIPESS ha espresso il proprio parere circa la convenienza e fattibilità del ricorso al PPP (ex art. 175, comma 3, del d.lgs. n. 36/2023). Tale parere è propedeutico al decreto di finanziamento della parte pubblica dell’opera da parte del Ministero Infrastrutture e Trasporti, che emanerà un apposito decreto in tal senso.

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Via libera ambientale al fronte terra del Molo VIII di Trieste

 

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