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La nave ammiraglia della flotta Acciaierie d’Italia è tornata al porto di Taranto

Ionian Shipping Consortium festeggia il coinvolgimento diretto nel primo scalo della very large ore carrier dopo anni di inattività al largo di Singapore

di Redazione SHIPPING ITALY
8 Novembre 2024
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Gemma (Ilva Servizi Marittimi)

Proveniente dal porto brasiliano di Ponta da Madeira, è tornata dopo diversi anni nel porto di Taranto la bulk carrier Gemma, nave bulk carrier ammiraglia della flotta Acciaierie d’Italia in A.S.. Ad annunciarlo Gerardo Pentassuglia, presidente di Ionian Shipping Consortium, il consorzio che gestisce otto agenzie marittime tarantine, che ha detto: “L’import torna nelle mani di operatori locali. Un segnale di riconoscimento in ambito internazionale. Dobbiamo avere l’ambizione di promuovere la competitività e la professionalità del cluster marittimo tarantino. Per questo dobbiamo tornare ad essere protagonisti e provare a muovere ragionevolmente le nuove politiche di sviluppo che dovranno riguardare il porto di Taranto. Logistica e competenza possono essere le parole d’ordine del nuovo corso economico-produttivo della nostra provincia per quanto riguarda la blue-economy”.

La nave Very large Ore Carrier di 330 metri di lunghezza e 57 metri di larghezza, di proprietà della flotta ex Ilva, al suyo ritorno nel porto di Taranto ha trovato ad accoglierla in tutte le attività conneesse all’attracco proprio Ionian Shipping Consortium.

“Per molti anni l’attività di import delle materie prime è stata appannaggio di agenzie marittime non tarantine, mentre dall’8 novembre siamo in grado di riportare nelle mani di operatori locali, un importante lavoro di approvvigionamento delle materie prime” sottolinea Pentassuglia.

Il consorzio nella sua nota ricorda che le materie prime arrivavano comunque a Taranto, ma la flotta ex Ilva ora torna a muoversi, “anche grazie all’impegno e il sostegno di importanti armatori Italiani a cui è affidata la gestione tecnica (Nova Marine Carriers, ndr) e che negli anni non hanno mai perso il contatto con il cluster tarantino spesso ignorato. Loro, insieme ad agenzie marittime del territorio, oggi rappresentano un segnale di protagonismo che non può essere sottovalutato. In special modo se si considera che dal 2020 la Gemma era rimasta ferma al porto di Singapore” sottolineano gli agenti marittimi tarantini.

Gli stessi ribadiscono il peso della scelta operata dall’attuale management di Acciaierie Italiane in AS: “Un piano di ripartenza che questa volta include gli stakeholder locali, promuovendo anche un rafforzamento a cascata della competitività di un territorio. Si tratta – aggiungono – anche del riconoscimento di una storia ultra trentennale per le agenzie marittime storiche di Taranto che con i loro 50 dipendenti sono in grado di esprimere tutte le professionalità indispensabili all’attività di logistica e dei trasporti” ribadisce il presidente Gerardo Pentassuglia. “Dall’assistenza commerciale e tecnico-legale, passando per l’attività di consulenza doganale, amministrativa e appunto logistica. Un mondo, quello del trasporto navale internazionale, che da un nome, un volto, una voce alla città di Taranto attraverso noi”. Secondo Isc è arrivato il tempo di dare sostanza a un settore che prevede anche importanti sbocchi occupazionali.

“La bulk carrier Gemma può trasportare ben 315.000 tonnellate di minerale di ferro e presto potrebbero tornare attive anche le altre navi della flotta, come l’Ursa Minor, l’Ursa Major o la Corona australe e Corona Boreale” termina Pentassuglia. “Se questa attività di import dovesse impattare con il porto di Taranto il Consorzio potrà essere interlocutore autorevole perché all’interno di esso agiscono operatori con altissimi standard formativi e professionali. Molti di loro sono giovanissimi. In alcuni casi si sono formati altrove e poi sono tornati lì dove erano nati. Questa è buona occupazione e la ripresa del porto di Taranto e dell’economia della città passa anche da qui”.

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Gerardo Pentassuglia

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