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Transport&Environment, i carburanti navali e il rischio che certe scelte le facciano i lobbisti

L’esperto Ennio Palmesino mette in guardia e suggerisce di guardare attentamente all’indirizzo che arriverà da questa Ong per capire in che direzione potrebbero andare le decisioni dell’Europa

di Redazione SHIPPING ITALY
22 Novembre 2024
Stampa
Parlamento Europeo

Contributo a cura di Ennio Palmesino *

* Broker marittimo

 

Ho letto l’articolo “Gnl falsa soluzione sostenibile per il trasporto marittimo” pubblicato su SHIPPING ITALY il 18 novembre u.s. che tirava in ballo Transport&Enviroment, citata più volte come fonte apparentemente autorevole.

Ma chi è realmente questa ONG che mette becco in ogni argomento che riguarda la sostenibilità?

Nel maggio del 2023 un’inchiesta condotta dall’esperto di energia Sergio Giraldo ha spiegato che Transport&Environment è un gruppo di pressione americano molto attivo sui tavoli di Bruxelles, che si presenta come ONG, quindi (solo apparentemente) slegato da interessi industriali, il quale si vanta pubblicamente di essere riuscito a indirizzare (come???) le decisioni europee sull’ambizioso traguardo dell’abbattimento della CO2, culminato nell’obbligo di mettere fine alle vendite di auto nuove con motori a combustione entro il 2035. Non ci sono riusciti in America ma ci sono riusciti in Europa.

La T&E, si è poi capito, ha finanziatori soprattutto americani, da Bloomberg a Bill Gates, da Rockfeller a Hewlett&Packard, dalla signora Shwab a Kessler, tutti gruppi miliardari legati alla sinistra americana (molti di questi personaggi hanno lavorato con Clinton e con Obama). Si è scoperto che T&E è stata molto attiva sul fronte delle pretese green in Europa, ha avuto ben 109 incontri con la Commissione fra il 2019 ed il 2023, e quindi dobbiamo chiederci se è politicamente accettabile (come dice Giraldo) che miliardari americani liberal possano influenzare le politiche industriali europee, portando a un aumento dei costi per i nostri cittadini e a un impoverimento industriale in tutt’Europa.

T&E, raggiunto l’obbiettivo sul trasporto terrestre, ora ha messo nel mirino il trasporto navale, esponendo fra i suoi target anche il “divieto globale dei carburanti sporchi nel settore marittimo”. Però sulle navi T&E non può puntare sulla trazione elettrica, poichè non funziona. Bisogna prestare attenzione alla proposta che verrà fatta da T&E come miglior combustibile per le navi, perchè la soluzione che sarà avanzata probabilmente sarà quella già prescelta dai suoi potenti finanziatori per investire miliardi in un settore a quel punto ritenuto vincente. Il rappresentante italiano di T&E ha fatto capire che probabilmente si orienteranno sugli e-fuels.

Fare lobby non è una brutta parola, naturalmente, poichè accade spesso che un’industria debba farsi sentire con le istituzioni per difendere legittimi interessi commerciali. Il problema è che i cosiddetti “regulators” dovrebbero sapere come si muovono le lobby e devono tenerle a distanza, altrimenti finisce che le regole non le fanno più i tecnici (o alternativamente i politici scelti tramite elezioni) ma i lobbisti.

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“Gnl falsa soluzione sostenibile per il trasporto marittimo”

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