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“Situazione ambientale gravissima” a Napoli per i fumi dei traghetti

Secondo Cittadini per l’aria le cause sono carente manutenzione, uso di carburanti sporchi e mancato utilizzo di filtri e sistemi di abbattimento

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
11 Giugno 2025
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“Dense nuvole di fumi tossici si formano ogni giorno sul porto di Napoli e si riversano sulla città”.

Lo afferma una nota di Cittadini per l’aria, a valle di un monitoraggio effettuato lo scorso 11 maggio a Calata di Porta Massa da Axel Friedrich, esperto di inquinanti dell’aria, Anna Gerometta, presidente dell’associazione, e dai componenti dell’associazione ambientalista tedesca Nabu, relativi alle concentrazioni degli inquinanti – polveri ultrafini, black carbon – una frazione del particolato – e biossido di azoto (NO2) – emessi dalle navi (grafici I, II, III, IV), prevalentemente traghetti, ferme in porto a motori accesi. I livelli di biossido di azoto misurati sono ampiamente superiori a quelli previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“I risultati del monitoraggio evidenziano che la situazione ambientale del porto di Napoli è gravissima, mette a rischio la salute di chi vi lavora, di chi vi transita, e dell’intera città su cui si riversa quotidianamente un enorme carico di inquinanti tossici a partire dai moli di Napoli. Una situazione che mostra il disprezzo degli armatori e di chi questo processo dovrebbe governare per la salute dei cittadini, che si verifica in tutti i porti italiani, non solo a Napoli” secondo Gerometta.

La nota spiega che la concentrazione media di black carbon misurata al molo dei traghetti, dalle ore 10 alle ore 15, è stata di oltre 4.700 ng/m³, con picchi di quasi 9.000 ng/m³ (grafico I). Livelli elevatissimi se si considera che le concentrazioni medie in condizioni di aria pulita sono di circa 300 ng/m³ e, quindi, 15 volte inferiore a quella media misurata a Napoli.

Le misurazioni effettuate in continuo con l’etilometro, lo strumento  che misura il biossido di azoto, per oltre 5 ore, dalle ore 9 alle ore 14, indicano che in porto a Napoli, a pochi metri dagli uffici della Capitaneria di Porto, le concentrazioni medie di biossido di azoto (grafico II) sono state di 60 µg/m³, ovvero di circa 1/5  più elevate della concentrazione (50 µg/m³) che, in base alla nuova Direttiva UE, non andrebbe superata sulle 24h più di 18 giorni all’anno e più che doppia di quella giornaliera (25 µg/m³) da non superarsi più di 3-4 volte all’anno, in base alle Linee Guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione Mondiale della Salute. Al contempo lo strumento ha misurato, verso le 12, picchi ripetuti di biossido di azoto di oltre 300 µg/m³, ovvero di 1/3 più elevati di quel limite orario di 200 µg/m³ che secondo l’Oms non va mai superato e che in base alla nuova direttiva non deve essere superato più di tre volte all’anno.

Le concentrazioni di polveri ultrafini (da 20 a 1000 nm di dimensione) misurate dal contatore di particelle utilizzato per oltre 5 ore (10-16, grafico IV) hanno raggiunto livelli estremi verso le 12 con un livello di oltre 170.000 particelle/cm³, e per l’intero periodo di oltre 5 ore la media delle polveri ultrafini è stata di 14.080. Le polveri ultrafini si depositano negli alveoli polmonari e vengono trasferite al sangue entrando così in circolo nel nostro organismo. Una buona qualità dell’aria contiene mediamente da 1.000 a 3000 particelle per cm³ ovvero circa 5 volte meno della media misurata quel giorno a Napoli.

“Una situazione preoccupante ricollegabile probabilmente a cause diverse riconducibili a negligenza degli armatori, come per la carente manutenzione dei motori, l’utilizzo di carburanti sporchi e il mancato utilizzo di filtri per il particolato e sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto (Scr) e che, dal lato pubblico, si associa sicuramente al ritardo che il nostro Paese sta accumulando nella predisposizione delle banchine elettrificate (grafico V)  che consentirebbero alle navi predisposte – ma quali e quante lo sono in Italia? – di alimentarsi dalla rete elettrica evitando ore di sosta in porto a motori accesi” conclude Cittadini per l’aria.

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